Acos al bivio: potrebbe rinunciare alla gestione diretta delle reti del gas

Acos al bivio: potrebbe rinunciare alla gestione diretta delle reti del gas

GINO FORTUNATO
g.fortunato@ilnovese.info

Acos a un bivio. La società che si occupa anche della gestione delle reti del gas potrebbe infatti abbandonare la storica gestione, per rivolgersi ad altre politiche energetiche come la cogenerazio-ne, la geotermia e proseguire con il fotovoltaico. Una scelta epocale che necessita attentissime valutazioni. La decisione sulla quale sarà chiamato a decidere il Gruppo, è determinata dall’appalto gestionale sulle reti e dagli ambiti territoriali che sono stati ridisegnati. Attualmente Acos gestisce le reti del gas di parte dei due ambiti territoriali di competenza: quello che coinvolge il novese, l’acquese e l’ovadese e l’altro che riguarda il tortonese e le valli Curone, Borbera e Scrivia, compresi Serravalle, Arquata e Gavi. In ballo ci sono in totale circa cento mila abitanti per ciascun ambito. Nei prossimi mesi, quindi, Acos deciderà se e con quali modalità partecipare al bando di gara per la gestione delle reti del gas. Nel caso l’Acos vincesse, dovrebbe attuare una politica di forti investimenti, reperendo ingenti capitali, non certo facili da trovare. Potrebbe però non vincere la gara, oppure, semplicemente, astenersi. In entrambi i casi riceverebbe un indennizzo dalla società subentrante superiore ai 35 milioni di euro. Ecco allora che con questa somma Acos potrebbe rilanciarsi verso altre soluzioni imprenditoriali rivolte a esempio alle fonti di energia alternative, pur venendo meno il settore storico del gas che è uno dei punti di forza del-l’intero Gruppo. «Penso che dovremmo fare il possibile per partecipare e per vincere – sostiene l’amministratore delegato di Acos, Mauro D’Ascenzi – Per noi sarebbe l’occasione di passare dai 50 mila abitanti serviti, ai cento mila in un solo ambito. Addirittura a 200 mila, qualora vincessimo in entrambi gli ambiti. Comunque non bisogna mai innamorarsi di nulla. Per cui bisogna valutare la possibilità di altre vantaggiose opportunità che si potrebbero presentare, incassando i soldi dell’in-dennizzo che ci spetterebbe in caso di non aggiudicazione delle gare a nostro favore. Valuteremo attentamente i pro e i contro che questa operazione implica. La decisione finale sarà intrapresa in assoluta serenità, prendendo appunto in esame tutte le opportunità. Certo, la possibilità di inca-merare 30 milioni di euro cedendo il passo a un’altra società, ci concederebbe la facoltà di poter intraprendere importanti business nel settore della cogenerazione e in quello del teleriscalda-mento». La cogenerazione è quel processo con cui attraverso il gas o altre fonti, si producono calore ed energia elettrica. In questo momento però non è remunerativa la produzione di elettricità. Per cui molti progetti di cogenerazione al momento sono fermi al palo. La geotermia è l’altra possibilità. Si tratta di andare a cercare il calore che la Terra produce in profondità, attraverso pozzi che alimentano pompe di calore. Il fotovoltaico potrebbe però diventare meno vantaggioso, per la congestione del mercato e in relazione alla diminuzione degli incentivi pubblici. «L’importante -conclude D’Ascenzi – è non stare mai fermi, ma ponderare ogni novità».

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