Acos punta sull'idroelettrico

Acos punta sull’idroelettrico

D’Ascenzi: «Stiamo progettando come Gestione Acqua quattro centraline»Gino FortunatoIl Gruppo Acos punta tutto sul settore idroelettrico. Terminato il programma sul fotovoltaico, con 4 milioni d’investimento per generare un milione di kilowattora annui, il gruppo si sta per lanciare verso una nuova avventura sempre rivolta alle fonti d’energia rinnovabile.«Stiamo progettando quattro centraline di produzione idroelettrica come Gestione Acqua [società che fa capo a Acos; ndr] per un investimento di circa 1,5 milioni di euro – conferma l’amministratore delegato del Gruppo, Mauro D’Ascenzi – Questo progetto ci permetterà una resa di un altro milione e mezzo di kilowattora all’anno. Sul fotovoltaico abbiamo praticamente maturato il settore e non pensiamo di investire ancora, stante le attuali condizioni di mercato. Siamo comunque soddisfatti di quanto abbiamo prodotto in questo settore. Restiamo però competitivi nell’energia pulita e stiamo lavorando alla realizzazione e allo sfruttamento del settore idroelettrico». Le intenzioni di Acos non sono però mirate allo sfruttamento dei bacini idrici, ma si pensa di ricavare la forza necessaria per ottenere energia elettrica, sfruttando la pressione delle tubazioni laddove oggi occorre operare decompressioni meccaniche, per evitare che le reti si dete-riorino. In pratica, per mettere in opera questo piano, si dovranno porre centraline con turbine negli impianti Acos, a esempio in quello di Bettole di Novi, sfruttando così la pressione dell’acqua per far girare le turbine stesse.«Abbiamo quattro progetti – prosegue D’Ascenzi – uno per Novi e altri tre li stiamo discutendo assieme alla comunità montana Terre del Giarolo. Il totale ci porta a questo investimento di quasi un milione e mezzo di euro. Le centraline saranno poste laddove è eccessiva la pressione all’interno delle tubazioni. Non ci saranno diminuzioni di pressione e quindi di erogazione sulle reti. Questo sistema, oltre a sfruttare la forza stessa dell’acqua, comunque impiegata, permetterà una minor usura e di conseguenza minori costi di manutenzione sugli impianti». «L’impianto novese potrebbe essere verosimilmente collocato a Bettole, anche se non è detto che cominceremo subito da Novi. In questo momento i progetti delle valli sono molto più avanzati. Stiamo però lavorando affinché l’intero progetto delle quattro centraline sia completato nell’arco del 2013», conclude Mauro D’Ascenzi.

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