Acos, solo metà dell'acqua erogata arriva ai rubinetti sul territorio

Acos, solo metà dell’acqua erogata arriva ai rubinetti sul territorio

Si riscontrano sempre perdite lungo la rete idrica novese, quantificate dall’Acos intorno al 46% come dichiarato dal presidente Camillo Acri. Salvo poi, fare una smentita nella quale chiarisce che il 46% “si riferisce a tutte le reti del territorio (Novi, Arquata, Serravalle, Pozzolo, Basaluzzo, Bosco, Frugarolo, Predosa, Rocca Grimalda, Silvano, Pasturana, Francavilla, Tassarolo e Rivalla e le stesse sono al lordo dei consumi per il processo di trattamento e agli utilizzi non misurati”. Francamente sarebbe opportuno che il presidente dell’Acos, prima di fare “barriera” su quanto dichiarato pensasse bene a cosa dichiara in base a precise domande. E Lui, Acri, ha il dovere in quanto figura pubblica di rispondere a chi lavora per l’informazione. Prima, magari, di ricevere una lavata di capo per quanto dichiarato e sostenere che “le perdite nel territorio di Novi si attestano al 22%”. Alla mia richiesta non aveva risposto così. Ma naturalmente sono sempre i giornalisti a capire male, specie se gli articoli venissero ripresi dall’opposizione di questa amministrazione comunale… Poco meno della metà dei 28 mila metri cubi giornalieri erogati dall’acquedotto ai cittadini novesi, arrivano a destinazione. La causa è imputabile alla rete molto vecchia. La causa è riconducibile alla vecchia rete di distribuzione a cui gradualmente si sta ponendo rimedio, ma si è ancora molto lontani dalla soluzione definitiva. “Fino a poco tempo fa – dice il presidente dell’Acos Camillo Acri – le perdite erano superiori al 50%, ma stiamo cercando di risolvere il problema delle perdite, ad esempio con i continui lavori che si stanno eseguendo nel centro storico che comprendono soprattutto la sostiamone dette vecchie tubazioni. Si tratta comunque di acqua che finisce nel sottosuolo e quindi viene parzialmente recuperata”. In un clima vicino all’emergenza idrica, che di certo non coinvolge solo il Novese, perdite d’acqua in simili percentuali destano molta preoccupazione, soprattutto in vista di una stagione torrida che prevede scarse precipitazioni. Almeno per i prossimi due mesi, sostengono all’Acos, non si prevedono razionamenti, in quanto le risorse alla captazione dei pozzi mantengono ancora buoni livelli, capaci di garantire il fabbisogno idrico dei novesi. Ma se nel frattempo, non pioverà, si dovrà pensare a come risparmiare per garantire l’acqua in ogni fascia oraria durante i mesi più caldi. I primi a farne le spese potrebbero essere i proprietari di giardini che innaffiano utilizzando centinaia di metri cubi di acqua potabile, ma non si escludono altri provvedimenti. Non saranno ritoccate le tariffe, che al momento rimangono fissate a 0,90 centesimi al metro cubo. “Proprio stamattina (ieri per chi legge ndr) – prosegue Acri – ho effettuato un sopralluogo ai pozzi di captazione per verificare il livello dell’acqua che pur diminuito, non creerà problemi nell’imminenza. Le nostre fonti di approvvigionamento sono sempre contrattate, compresa la vasca di 5500 metri cubi netta zona del castello e quella da 4 mila all’acquedotto di Bettole”. L’Acos sta proseguendo nel suo programma di investimenti dopo la spesa di 440 mila euro utilizzati per l’acquisto di nuove pompe, di 6 filtri e della cabina elettrica che consente la produzione di energia per un risparmio di un quarto sui costi. Il vascone di Bettole che provvede all’approvvigionamento di Novi e Pozzolo sarà sostituito nel prossimo futuro con una spesa di 250 mila euro. “Oltre a questi investimenti – conclude Acri – già nel ’99 avevamo investito 300 milioni di lire per rinforzare gli argini dello Scrivia e mettere in sicurezza i pozzi di captazione. Il tutto, naturalmente, implica un’opera di controllo e di manutenzione continua”.

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