Acos spende 7 milioni all'ex macello

Acos spende 7 milioni all’ex macello

Partirà all’inizio del 2016, non appena sarà stato ultimato l’iter burocratico, il progetto di teleriscaldamento all’ex macello civico di via Pietro isola, a cura di Acosì, la società che fa capo ad Acos. L’ambizioso piano costerà 7 milioni di euro e riqualificherà una zona della città da anni in avanzato stato di degrado. «Previste sia la ristrutturazione e l’adeguamento dell’ex macello, sia la costruzione del nuovo impianto di medie dimensioni che fornirà energia elettrica e calore al 20% dell’intera città, nei quartieri tra via Pietro Isola e la zona stadio – spiega l’Ad di Acos, Mauro D’Ascenzi -. Questa operazione fa seguito alla ristrutturazione dell’ex Cavallerizza, dove si insedieranno i nostri uffici. Costruiremo altre centrali di questo genere, ma in diverse zone della città, favorendo l’ambiente che non sarà più minacciato dalle emissioni delle caldaie tradizionali, producendo energia a costi più bassi». Tuttavia in città Acos è stata accusata di voler diventare «impresa immobiliare». ‘Non credo si possa realizzare la cogenerazione o progetti di questa levatura sotto una tenda, magari da circo – replica ironicamente D’ Ascenzi – . Penso invece che invece di polemizzare sul nulla, possa essere più costruttivo guardare al fatto che non porteremo nuovo cemento ma lavoreremo sull’esistente».
[g. fo.]

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