ACOS: utile dimezzato per un bilancio con molti «chiaroscuri»

ACOS: utile dimezzato per un bilancio con molti «chiaroscuri»

ACOS spa ha chiuso l’esercizio 2005 con un utile netto di 734-387 euro. Il risultato si è dimezzato rispetto al 2004 Ci-443-388 euro). Tale differenza deriva essenzialmente dalle componenti straordinarie che figuravano nel precedente bilancio e che nell’ultimo esercizio non si sono ripetute. Anche il risultato 2005 tiene conto sia dei risultati della capogruppo che delle società partecipate: ACOS Energia, i cui soci sono ACOS spa (75%) e AMGA Commerciale s.p.a. di Genova (25%), che si occupa della commercializzazione del gas; ACOSÌ, partecipata da ACOS Energia spa (51%) e da Restiani spa (49%); Aquarium (gestione della piscina coperta e di quella estiva) di cui ACOS è socia al 38%; Gestione Acqua spa, di cui ACOS detiene il 42% del capitale, che, dal 1° luglio 2005 è la titolare del servizio idrico, in forza della deliberazione dell’ATO, l’organismo che disciplina sul territorio provinciale la captazione, la distribuzione e la depurazione delle acque. La gran parte dell’utile è stata prodotta dalla capogruppo, i cui ricavi sono peraltro scesi da 9.025.665 a 8.600.312 euro, mentre il valore della produzione si è assestato complessivamente sulla cifra di 13.296.945, circa trecentomila euro in meno rispetto all’esercizio precedente. La società ha infatti contabilizzato un incremento di valore dei propri immobili per lavori interni di circa centosettanta mila euro che ha contribuito a ridurre la perdita di fatturato. Diminuiscono anche i costi della produzione, che scendono a euro 11.987.497: tra questi, da un lato, c’è un incremento del dieci per cento del costo di materie prime, merci in genere e servizi, mentre, dall’altro, c’è un risparmio di circa duecentomila euro sui costi del personale e un minor accantonamento di quasi quattrocento mila euro per svalutazione dei crediti e rischi vari. La differenza tra valori e costi della produzione da quindi un risultato positivo di oltre un milione e trecentomila euro, di poco inferiore rispetto al risultato finale, prima delle imposte, che è di 1.423.035 euro. Le altre componenti del bilancio, che determinano tale utile lordo, sono i proventi derivanti dalle imprese controllate e da quelle collegate. Su questa voce il bilancio peraltro è tutt’altro che trasparente e la relazione integrativa, che dovrebbe chiarire il significato delle singole voci, si limita a riportare le stesse senza alcun commento. Si rilevano: proventi da società controllate per euro 242.419 e da imprese collegate per euro 20.337, nelle voci attive; oneri finanziari per euro 78.660 ed un misterioso saldo negativo pari a euro 89.311 per oneri straordina-ri in quelle passive. Dalla relazione sulla gestione, emerge che ACOS Energia spa è riuscita a chiudere in utile per euro 256.553, anche se il margine operativo lordo della società si è drasticamente ridotto, scendendo da 931.792 a 218.746 euro. Il risultato positivo è fortemente caratterizzato da componenti straordinarie e come tali non ripetibili, tra i quali la relazione mette in evidenza “un recupero di metri cubi assoggettati a fatturazione relativamente a precedenti periodi amministrativi per 400.000 metri cubi”. Pesano sul risultato finale della controllata commerciale di ACOS, oltre al forte aumento del costo del gas alla fonte, anche il peggioramento della gestione finanziaria e il conseguente incremento degli interessi passivi. Chiude in pareggio ACOSI spa, che continua a denunciare la propria incapacità di penetrazione commerciale nel settore della gestione calore. Attualmente, la società gestisce solamente trentacinque impianti e i conti non vanno in rosso solamente in quanto i due soci, Acos e Restiani, hanno offerto alla stessa materiali e servizi a costi decisamente inferiori rispetto a quelli di mercato. Una nuova grave perdita caratterizza invece il bilancio di Aquarium: costi superiori alle aspettative ed introiti inferiori alle previsioni, imputabili essenzialmente al mancato avvio di alcuni servizi e al fatto che gli enti locali non acquistano “spazi acqua” nella misura prevista originariamente dal “project financing”. Va evidenziato che nella relazione non compare alcuna cifra del bilancio di Aquarium, per cui non è dato sapere a quanto ammonti la somma che, nel corso del 2006, dovrà sborsare ACOS per ripianare il nuovo disavanzo. Un ultimo, piccolo, mistero.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest