Acri, e ora che fara'?

Acri, e ora che fara’?

Nei giorni scorsi si è dimesso dal consiglio di amministrazione di Gestione Acqua Camillo Acri che ha ricoperto, per diversi anni, anche la carica di presidente di Acos spa. L’ufficializzazione delle dimissioni è avvenuta in concomitanza con l’approvazione del terzo bilancio trimestrale della società. «La mia nomina – dice Acri – fu effettuata da Acos quando ne ero presidente, ritengo quindi corretto che ora resti a disposizione dei nuovi organi decisi dall’assemblea di luglio. Si chiude così un ciclo durato circa dieci anni, in cui ho potuto condividere con passione gli importanti impegni e le profonde trasformazioni avvenute in tutto il Gruppo Acos e in particolare in Ge-stione Acqua. Siamo passati attraverso una difficile fusione di tre Società molto diverse tra loro, il riordino di bilanci deficitari, fino a oggi, in cui Gestione Acqua è una solida realtà con cento dipendenti, 20 milioni di euro di giro d’affari ed è in buona salute economica. Sono fiero di aver preso parte a questa avventura e auguro ai vertici aziendali e a tutti i dipendenti dell’azienda di proseguire nell’ottimo lavoro per raggiungere risultati sempre più importanti». Queste dimissioni potrebbero essere “provvidenziali” per il Partito Democratico che in questo ultimo periodo è alquanto in subbuglio. Infatti non è escluso che il posto di Acri possa essere ricoperto da Biagio Zigrino che attende, ormai da due anni, un “cenno” dall’amministrazione comunale, in primis dal sindaco Lorenzo Robbiano. Zigrino ha anche palesato l’intenzione di togliersi dal gruppo consiliare del Pd e di costituire un gruppo misto. Al momento, però, tale decisione non è stata ufficializzata dal consigliere che si è “prèso un po’ di tempo per decidere sul da farsi”. La situazione politica all’interno della maggioranza non è particolarmente tranquilla in questi giorni, non è escluso, però, che le dimissioni di Acri possano riportare un po’ di serenità. (M.P.)

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