Acri: Nessuno puo' farmi dimettere prima del 2011

Acri: Nessuno puo’ farmi dimettere prima del 2011

Ufficialmente non vuole fare polemiche, in realtà rivendica il suo ruolo e non ne vuole sapere di lasciare il posto ad altri. Stiamo parlando di Camillo Acri, pre­sidente di Acos spa, il cui man­dato scadrà nella primavera del 2011. Nell’edizione della scorsa settimana abbiamo ospitato l’in­tervista a Rossi, nella quale l’ex de, oggi esponente del Pd, forte delle 220 preferenze raccolte alle ultime elezioni comunali e delle promesse ricevute dal Sindaco, si dice stanco di aspettare e reclama per sé la poltrona di presidente dell’Acos. “Non voglio rilasciare dichia­razioni – esordisce Acri – posso solamente dire che alle ultime elezioni anche io ho aiutato il centrosinistra a vincere, dando il mio contributo alla lista 20per Novi, nella quale c’erano almeno quattro o cinque miei amici.” Ma Rossi mette sul piatto della bilancia le sue preferenze… “Quelle le ha prese per fare il consigliere comunale, magari l’assessore, mica per andare a presiedere una spa.” Dicono anche che Lei si sia iscrit­to a partiti che non hanno fatto parte della coalizione che ha sostenuto Robbiano, c’è chi dice all’Udc, chi all’Api… “Smentisco categoricamente quelle illazioni.” Eppure ci risulta che abbia par­tecipato a convention di questi partiti… “Sono andato per sentire, per capire di cosa si trattasse, non è mica vietato, ma non ho nessuna tessera nel portafoglio.” Quindi… “Il mio mandato – taglia corto Acri – scade l’anno prossimo; poi verrà chi deve venire. Proprio non capisco perché dovrei dimet­termi prima. E poi questa è una spa, ci sono regole da rispettare, mica è un consorzio …” Vero, però il Sindaco, quale rap­presentante del Comune di Novi che è l’azionista di maggioranza, potrebbe chiedere agli ammini­stratori di dimettersi e quindi sostituirli… “Secondo me non può farlo, e se lo facesse ci sarebbero sicura­mente ricorsi alla magistratura. ” Insomma, Rossi deve aspettare ancora un anno, Lei non si di­mette-… “A me sembra di aver fatto qualcosa di buono in questi anni. Quando sono arrivato c’era una sola società, in questi anni sia­mo cresciuti, le società si sono moltiplicate e forse cresceranno ancora… e poi mi sembra ora di finirla con questa rincorsa al po­sto, si da una brutta immagine, deve prevalere la competenza.” Ma fino ad oggi non è andata così … “È vero, ma ora è tempo di cam­biare.” Ovviamente la “patata bollente” è nella mani di Robbiano: si atten­dono sue decisioni, anche perché il tema ha fatto presa in città ed è sulla bocca di molti. Novionline ha dedicato ad Acri la sua cartolina domenicale, prendendo spunto dall’intervista a Rossi pubblicata la scorsa settimana su queste colonne. Subito si è scate­nata una ridda di commenti, il cui comune denominatore è chiaro: chi dice di agire nell’interesse della città deve scegliere i più bravi, i più competenti, quellì che effettivamente hanno le capacità per gestire le aziende. Altro che voti, altro che tessere di partito. A proposito: che fine hanno fatto le liste delle autocandidature pre­sentate da cittadini di ogni genere a seguito della pubblicazione del bando da parte dell’amministra­zione comunale?

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