Ambiente, debutta il riordino

Ambiente, debutta il riordino

La «Via» riunisce le autorizzazioni – Revisione per scarti nocivi

Paola Ficco. Tra due settimane saranno operative importanti modifiche al Codice ambientale. Il 13 febbra­io entra in vigore, infatti, il secon­do correttivo al Codice, vale a di­re il decreto legislativo 16 genna­io 2008, n. 4 (pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» n. 24 del 29 gennaio). Un decreto profonda­mente diverso dagli schemi inizia­li, perché non solo riscrive inte­gralmente il Codice in materia di Via (Valutazione impatto am­bientale), Vas (Valutazione am­bientale strategica) e Aia (Auto­rizzazione integrata ambienta­le), ma modifica anche la terza (acque) e la quarta parte (rifiuti e bonifiche) del decreto. Non tut­te le norme saranno esecutive dal 13 febbraio. In alcuni casi si dovrà aspettare l’attuazione. Fra Via e Vas È immediatamente esecutiva, per esempio, la nuova disciplina di Via, Vas e Aia: l’impatto immedia­to (e favorevole) per le imprese sta nel fatto che la Via «sostitui­sce o coordina tutte le altre auto­rizzazioni, intese, concessioni, li­cenze, pareri, nulla osta e assen­si», inclusa l’Aia. L’iter autorizzativo di un pro­getto non è sospeso dalla Via e de­ve essere realizzato entro cinque anni dalla pubblicazione del prov­vedimento di Via. Per i progetti nazionali, se c’è la Via non c’è bisogno dell’Aia. Per i progetti regionali, invece, le Re­gioni assicurano che la procedura di Aia sia integrata con quella di Via. Nel caso in cui ci sia bisogno di Aia e Via, inoltre, basta una sola consultazione del pubblico. Per le opere soggette a Vas e Via, nella redazione dei progetti e nella valutazione, «sono tenute in considerazione la documentazio­ne e le conclusioni della Vas». I provvedimenti adottati senza Vas e/o Via sono annullabili per violazione di legge. I rifiuti Discorso a parte meritano i rifiuti. Il deposito temporaneo del produttore diventa più semplice: de­cade il parametro bimestrale e re­sta solo il trimestre, sia per i rifiuti pericolosi che non pericolosi (re­stano salve le soglie dimensiona­li). In entrambi i casi lo stoccag­gio non ha limiti di quantità. Scompare, inoltre, il deposito temporaneo affidato a soggetto terzo. Il recupero agevolato man­tiene tutta la sua vigenza e i Dm 5 febbraio 1998, 161/2002 e 269/2005 restano efficaci. Le procedure semplificate per il recupero, poi, sfuggono all’Al­bo gestori e ritornano alle Provin­ce. Le eco-piazzole diventano cen­tri di raccolta di rifiuti conferiti dai “detentori” ma la disciplina è rimessa a un Dm: fino ad allora sa­rà necessaria l’autorizzazione. Ritorna l’obbligo di vidimazio­ne del registro di carico e scarico, ma a opera delle Ccia. I registri sa­ranno soggetti a diritti di segrete­ria, imposta di bollo e (probabil­mente) tassa di concessione go­vernativa. Questo obbligo va assolto dal 13 febbraio da tutti i sog­getti interessati. Non è stata inse­rita una norma transitoria: i regi­stri pregressi non sono quindi più validi. Restala possibilità di tener­li su carta formato A4 e il non ob­bligo di stampa periodica. È que­sto il dato che inibisce ogni serio controllo perché i fogli mobili possono essere scambiati, anche se vidimati. Ritorna il Mud (Modello uni­co di dichiarazione) per i produt­tori di rifiuti non pericolosi, ma solo se hanno più di dieci dipen­denti e se producono i rifiuti indi­cati alle lettere e), d) e g) dell’arti­colo 184, comma 3 (si veda la scheda a lato). Un Dm regolerà, poi, registro, Mud e formulario telematici; criteri per l’assimila­zione agli urbani dei rifiuti spe­ciali; semplificazione delle pro­cedure per terre e rocce di scavo dei piccoli cantieri e certificato di avvenuto smaltimento. www. ilsole24ore.com Il testo del decreto legislativo

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