Camion bomba nello Scrivia. Un problema annoso e mai risolto

Camion bomba nello Scrivia. Un problema annoso e mai risolto

GINO FORTUNATO – SERRAVALLE SCRIVIA

«La situazione è sotto controllo e non ci sono rischi per l’acqua potabile». Il sindaco di Novi Lorenzo Robbiano tranquillizza la popolazione sulla scorta dei pri­mi dati forniti dall’Arpa. «Im­mediatamente, dopo aver ap­preso dell’incidente di Serraval­le – prosegue – l’Acos ha attiva­to tutte le misure precauziona­li. La situazione si sta gradual­mente normalizzando, comun­que sempre a titolo precauzio­nale sia Arpa che Acos conti­nueranno i controlli fino a quan­do la situazione non sarà com­pletamente sicura». «Dalle notizie che continuamente pervengono sia dall’Ar­pa che dai nostri laboratori, si sta tornando alla normalità – ha aggiunto il presidente di Gestio­ne Acqua e amministratore de­legato di Acos, Mauro D’Ascenzi. – La sostanza dispersa do­vrebbe essere ossido di etilene o acquaragia. In entrambi i casi non si tratta di sostanze alta­mente inquinanti per l’acqua e la diluizione naturale del tor­rente, che oggi beneficia di una buona portata, ha contribuito a rendere ancor meno invasiva questa sostanza. Noi comun­que avevamo predisposto tutte le misure d’emergenza possibi­li, isolando eventuali infiltrazio­ni e scambi tra lo Scrivia e i no­stri bacini di captazione. Perciò saremo in grado di fornire ac­qua a sufficienza e sicura agli utenti. Nel momento in cui avremo l’ok sull’acqua da parte degli organi istituzionali e an­che dai nostri laboratori come opportuno riscontro». Rimane tuttavia irrisolto il problema legato alla pericolosità, sempre persistente, del tratto autostradale compreso tra Vignole e Ronco. In passa­to numerosi carichi pericolosi sono precipitati nello Scrivia, mettendo a repentaglio la qua­lità dell’acqua. Non sono ba­stati i «tutor»: gli incidenti continuano. «Quel tratto di autostrada è stato giudicato come uno dei più pericolosi d’Italia – sostiene il sindaco di Serravalle, Antonio Molinari – e ogni giorno transita­no migliaia di autotreni che tra­sportano materiali non ben defi­niti, suscitando allarme conti­nuo. Abbiamo formulato diverse richieste d’intervento agli organi preposti, senza ottenere risposte concrete. Oggi c’è stato un altro morto e abbiamo sfiorato un disastro ecologico. Che altro dovrem­mo fare? Riprenderemo a parla­re di disciplina dei mezzi pesanti che passano sul nostro territorio, ma questo non basterà. Contatte­remo anche gli altri sindaci inte­ressati dal problema, come quelli della Valle Scrivia che protestarono vibratamente richiedendo urgenti misure di sicurezza, ma­gari concordando una nuova azione comune». «Si ripropone un problema annoso in una dimensione pur­troppo tragica – dice l’onorevole Mario Lovelli che si occupò a li­vello parlamentare, lo scorso an­no, della viabilità sulla A7 – e nel frattempo sono stati attuati siste­mi dissuasori della velocità come i “tutor”. Ma rimane il fatto che ci sono punti critici che richiedo­no particolari interventi di tipo strutturale. Anche in Parlamen­to tornerò a proporre il proble­ma, poiché il controllo della velo­cità non è sufficiente e si richiedo­no anche soluzioni specifiche nel­le zone più a rischio della A7, co­me i ponti». Si attendono intanto questa mattina, gli ultimi risultati delle analisi dell’Arpa che proseguirà il monitoraggio dello Scrivia an­che nei prossimi giorni.

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