Continua l'annosa querelle tra Csr e Gestione Ambiente

Continua l’annosa querelle tra Csr e Gestione Ambiente

La raccolta differenziata langue, i Comuni non pagano le fatture emesse da Gestione Ambiente, il Consorzio Servizi Rifiuti -Csr – continua a vivere alla giornata nel limbo di una serie di proroghe, l’ultima, delle quali andrà a scadere il prossimo 31 dicembre. Poi si vedrà. La storia insegna da tempo che in Italia non c’è nulla di più longevo degli enti che dovrebbero essere soppressi. In sintesi: la confusione regna sovrana nel mondo dei rifiuti.Raccolta differenziataGli obiettivi in materia di raccolta differenziata che Provincia e Comuni si erano dati alcuni anni fa sono rimasti pura utopia. In città si resta abbondantemente sotto il 50%, alcuni comuni della zona fanno anche peggio. Il fatto più grave è che non si registra alcun miglioramento da due anni. Il raffronto tra 2009 e 2010 e il paragone tra i primi otto mesi dell’anno scorso e lo stesso periodo di quest’anno dimostrano che, nonostante il “porta a porta” estremo, che ha comportato in pochi anni il raddoppio dei costi a carico dei cittadini, non vi sono significativi benefici. “Nella situazione assolutamente incerta in cui ci troviamo – ammette Guido Trespioli, presidente del Csr -non possiamo fare altro che prendere nota di quanto sta accadendo. Non siamo in grado di pianificare alcuna campagna per promuovere ulteriormente la differenziata. Abbiamo delegato tutto a Srt.” La società che gestisce le discariche e gli altri impianti di smaltimento nella primavera scorsa aveva fatto qualcosa, ma ha lasciato poche tracce. Nel frattempo tutta la parte non differenziata continua a finire in discarica. Nell’ultimo biennio i conferimenti sono un poco diminuiti, ma visti i dati sul riutilizzo dei rifiuti urbani, l’unica conclusione è che se ne producano meno, a cominciare dagli imballaggi. Lo stesso Trespioli conferma questa conclusione aggiungendo che “dell’impianto di termovalorizzazione che avrebbe dovuto servire le province di Alessandria e di Asti non si sa più nulla. Dalla Regione non arrivano indicazioni in proposito.”Gestione AmbienteE poi c’è la querelle legata a “Gestione Ambiente”, la nuova società che dal primo luglio gestisce la raccolta dei rifiuti nel novese e nel tortonese al posto di Acos Ambiente e di Asmt Tortona e che non ha ancora presentato al consorzio la documentazione tecnica e amministrativa che le era stata richiesta non appena subentrata: si tratta delle carte necessarie per essere autorizzati a portare i rifiuti in discarica in sostituzione di Acos Ambiente e Asmt Tortona. Gestione Ambiente non condivide le richieste avanzate dal Csr ma ha assicurato che “… è in via di conclusione la raccolta della documentazione richiesta che verrà tempestivamente inviata al Consorzio Stesso”. Così scriveva il neopresidente della società. Adelio Ferrari, lo scorso 2 agosto. “Ma noi non abbiamo ancora ricevuto nulla” ribatte Trespioli che aggiunge: “Non voglio fare ulteriori polemiche, dico questo solamente per amore di verità. ” In questi giorni è in programma un incontro tra il presidente del Csr e Paolo Selmi, il nuovo amministratore delegato di Gestione Ambiente per cercare di venire a capo di questa intricata matassa burocratica.I Comuni non paganoComunque, dal primo luglio, Gestione Ambiente, pur essendo inadempiente rispetto a quanto richiesto dal Csr, di fatto effettua già la raccolta ed i servizi collegati al posto delle altre società; conseguentemente, ha iniziato ad emettere le relative fatture. I Comuni però non vogliono pagare: “Provvederemo quando il Csr avrà potuto con-trollare che Gestione Ambiente abbia tutti i requisiti richiesti dalla legge per svolgere quel genere di servizio “è la posizione formalizzata per iscritto da più di un ente. Il Csr non può effettuare quanto richiesto, perché Gestione Ambiente non gli ha ancora trasmesso la relativa documentazione. “Tra l’altro -segnala Trespioli – le comunità montane che fanno parte del Consorzio da alcuni anni non pagano le quote associative, convinte che fosse sufficiente pagare le prestazioni alla società che aveva l’appalto del servizio. Per carità, non è una gran somma, ma è un’altra conseguenza dello stato di incertezza in cui vive il Csr.””Basta, me ne vado!”In calendario a breve c’è anche la riunione del consiglio di amministrazione, e a seguire, l’assemblèa dei soci del Csr. “Fosse dipeso da me – ammette Trespioli – avrei già dato le dimissioni da tempo, ma quando ci ho provato mi hanno bloccato. Rischiavamo di lasciare senza stipendio i nostri tre dipendenti. Comunque non vado oltre fine anno. Basta. Comuni e Regione devono assumersi le loro responsabilità. E se vogliono continuare con le proroghe, si cerchino un altro presidente. “

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest