Decreto sul risparmio del gas

Decreto sul risparmio del gas

INTERVIENE MAURO D’ASCENZI “Ridurre i tempi di riscaldamento non serve” NOVI LIGURE – Novi e l’Italia intera al freddo per decreto? “Non so prevedere il futuro, ma so solo che da tempo le aziende come Acosenergia, riunite in FederUtility, denunciano il problema dell’approvvigionamento del metano.” E se non lo sa Mauro D’Ascenzi, amministratore delegato di Acos e presidente nazionale dell’organismo che riunisce tutte le aziende di erogazione dei servizi, davvero non lo sa nessuno. Una parola rassicurante D’Ascenzi, tuttavia, non la nega: “L’Italia importa dell’ex Unione Sovietica il 40% dell’intero fabbisogno di gas metano: il resto arriva dall’Algeria e dal Nord Africa in genere, una piccolissima quota dall’Olanda. Se anche la Russia dovesse ridurre del 4 – 5%, per noi inciderebbe per l’1, massimo 2% dell’intero consumo. Francamente si sembra che il problema sia un altro, come del resto abbiamo denunciato da tempo.” Sentiamolo, allora, il problema: “Di fronte ad un aumento dei consumi di metano esponenziale, come Federutilìty abbiamo posto due questioni. La prima riguarda la capacita dei metanodotti che è statica. E’ pur vero che se I numero è insufficiente, se ne stanno comunque costruendo dei nuovi, ma la portata non è modificabile, e rigida. La soluzione sarebbe quella di sbloccare le navi rigasificatrici, importando gas congelato. Per far arrivare approvvigionamenti via mare ci sono tanti e tali intoppi burocratici che sono disincentivanti per le imprese private. C’è poi la remora degli ambientalisti che assimila i rigasificatori alle petroliere, ma sono due cose ben diverse: dove i rischi delle une e delle altre non sono neppure paragonabili.” La seconda motivazione è strutturale, o endemica del sistema Italia, se così si può dire. “Tutti i governi che si sono alternati si sono affrettati a dire che il problema del rifornimento del metano sta nelle regole, nel libero mercato e quant’altro. E’ anche così, non neghiamolo, ma il risultato finale è che nessuno ha mai affrontato il discorso di un piano energetico nazionale. ” Il provvedimento in discussione se limitare o meno la temperatura nelle abitazioni sarebbe, dunque, solo un palliativo, uno specchietto per allodole: “Con il prezzo del metano in continua crescita, la gente sa benissimo che è bene limitare i consumi e mantenere una temperatura adeguata ma non eccessiva nella abitazioni” – chiosa D’Ascenzi – “questi sono solo trucchi per nascondere la mancanza di programmazione che denunciamo da tempo.” l.N.

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