 Gino Fortunato
"Non rinnoverò più la tessera del partito al circolo novese". L'amministratore delegato di Acos, Mauro D'Ascenzi, la scorsa settimana ha rassegnato le dimissioni dal circolo novese del Pd. Le ragioni sono legate al sostegno che il partito ha espresso in favore del referendum sul mantenimento dell'acqua pubblica. Forse si è trattato di una semplice "incomprensione", come è stata definita sempre nei giorni scorsi dagli .organi d'informazione vicini al Partito Democratico, ma la situazione appare però critica. La notizia ha suscitato un piccolo terremoto nel centrosinistra cittadino, in quanto D'Ascenzi, oltre a rivestire numerose cariche a livello locale e nazionale (da Acos a Federutility) è stato soprattutto un militante storico: dal Pci, dalla fine degli anni Sessanta, fino all'attuale evoluzione in Pd. Sempre iscritto a Novi. D'Ascenzi è stato anche il più giovane segretario cittadino del Partito Comunista Italiano e promotore di numerose iniziative per decenni. Adesso però la crisi appare insanabile tra lui e le fasce giovanili del Pd. "Mai pensato di dare le dimissioni dal partito - chiarisce D'Ascenzi - ma solo dal circolo novese. Questo perché mi trovo in aperto dissenso con le scelte della segreteria che sostiene il referendum per la tutela dell'acqua pubblica. Questo referendum tende a far tornare le gestioni dell'acqua ai carrozzoni pubblici, mentre c'è bisogno della tecnologia esterna. E il partito, ma solo a Novi, oltre a non avermi interpellato minimamente, non si rende conto che in questo modo arreca un danno gravissimo ad Acos e Gestione acqua. Sono quindi di fronte a un gruppo dirigente che non ha sentito neanche il bisogno di ascoltarmi per capire le ricadute sulla nostra gestione che, peraltro, è stata voluta strategicamente dal partito 15 anni fa. La sezione si troverà spiazzata quando capirà che la segreteria nazionale ha idee esattamente all'opposto. Bersani ha solo mostrato simpatia per i movimentisti, ma per fortuna dice e si comporta al contrario, presentando una proposta di legge che salvaguarda le nostre gestioni". "Siamo dispiaciuti e sorpresi dalle dimissioni presentate da D'Ascenzi - dichiara la coordinatrice del Pd novese, Cecilia Bergaglio -. È una reazione incomprensibile di fronte alla scelta, legittimata dalla maggioranza del coordinamento cittadino, di aderire al referendum per la tutela pubblica dell'acqua. Abbiamo assunto una posizione chiara: siamo per il controllo e la regolazione pubblica del servizio idrico. Da parte nostra, come molti altri circoli Pd in Italia e come giovani democratici, abbiamo fatto una scelta politica in linea con i sentimenti dei militanti e anche per dare un segnale al Pd nazionale che non ha preso: alcuna posizione. Auspichiamo che D'Ascenzi, pur non approvando, accetti di confrontarsi con la segreteria. Il suo contributo è gradito. Abbiamo predisposto un momento pubblico di discussione alla 'Festa Democraticà e ascolteremo gli esperti del settore". Rimane un interrogativo. Ironico. Stando così le cose, se D'Ascenzi prendesse le distanze anche dalla "Festa Democratica" novese, chi preparerà il fritto misto di pesce? Tradizionalmente, da almeno 25 anni, era infatti appannaggio proprio di Mauro D'Ascenzi. |