Dimenticanza costa all'Acos multa di quasi 26 mila euro

Dimenticanza costa all’Acos multa di quasi 26 mila euro

GINO FORTUNATO, NOVI LIGURE. Una «dimenticanza» sulle bollette è costata cara all’Acos. L’Authority per l’energia ha sanzionato l’azienda con 25 mila 882 euro, per violazione delle disposizioni in merito al «coefficiente M».Una «dimenticanza formale», assicurano dall’Acos, in quanto si tratterebbe di un’omissione di carattere amministrativo sulle bollette inviate agli utenti, dove non era stato indicato il coefficiente compensativo «M». Oltre al misuratore di volume (ovvero il «contatore», che calcola i metri cubi di metano consumati), utilizzato per i piccoli consumatori (famiglie comprese), per la pressione e la temperatura si ricorre all’uso di uno specifico «coefficiente» col quale è possibile riferire il prezzo della bolletta ai quantitativi di metano effettivamente consumati. Questo è appunto il «coefficiente M», i cui valori sono stabiliti per ogni zona climatica, secondo tabelle differenziate per fasce, in base ai «gradi giorno» e alle altitudini. Le imprese sono tenute ad applicare tali valori stabiliti e resi noti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. A tutela dei consumatori, l’Autorità ha previsto che il «coefficiente M» debba essere chiaramente indicato nella bolletta, insieme ai metri cubi di gas (volume) misurati dal contatore. L’omissione ha creato qualche problema ad Acos Energia che è stata costretta all’ inatteso esborso. «La sanzione riguarda un aspetto formale e non sostanziale – chiarisce l’amministratore delegato di Acos Energia, Gioachino Barile. – Non ha nessun tipo di influenza sulla bolletta. Il coefficiente M avrebbe dovuto essere scritto, in effetti, sulla bolletta. L’autorità nel 2007 aveva fatto richiesta a tutte le aziende se avevamo indicato questa voce. Come tante altre aziende italiane, quindi, noi abbiamo messo il calcolo giusto dei metri cubi consumati dall’utente, ma omettendo il coefficiente compensativo. Non avendo poi dato comunicazione all’Autorità di aver ottemperato a questo inconveniente, siamo incappati nella sanzione che però rappresenta il minimo, se pensiamo che un intervento dell’Autorità può arrivare anche a 150 milioni di euro di sanzione. Siamo stati sanzionati per una semplice dimenticanza formale. Il coefficiente M era applicato sino al 2007, mentre oggi utilizziamo il coefficiente C che rispetto al passato è più strettamente legato ai consumi».

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