Dopo l'incidente sull'A7. Tornata l'acqua dai rubinetti ma non è potabile

Dopo l’incidente sull’A7. Tornata l’acqua dai rubinetti ma non è potabile

In città e a Pozzolo è ancora emergenza acqua. Le ultime analisi hanno dato esito sfavo­revole per la presenza di so­stanze chimiche, tra cui deriva­ti benzenici e trementina. Pro­segue pertanto l’approvvigio­namento idrico tramite cister­ne. Oltre ai punti principali di rifornimento, a Novi da ieri se­ra alle 20 è in funzione anche una presa d’acqua in via Anti­ca Genova, nei pressi di piazza Sant’Andrea, che attinge dall’ acquedotto della Lomellina. «Sebbene le analisi effettua­te dai tecnici di Gestione Ac­qua dell’Acos e dall’Arpa regi­strino un lento ma costante mi­glioramento – ha detto il sinda­co Lorenzo Robbiano – perma­ne lo stato di non potabilità dell’ acqua erogata dall’acquedotto novese. Rimane quindi in vigo­re l’ordinanza che vieta l’utiliz­zo dell’acqua per scopi alimen­tari. Può essere usata solo per servizi igienico-sanitari». L’an­nuncio è stato dato con altopar­lanti da alcune auto che hanno girato la città, ma ieri in zona Lodolino e nei pressi di viale Ri­membranza c’era chi si lamen­tava: «Qui da noi nessuno ha detto al mattino che l’acqua tornata a sgorgare dai rubinet­ti non era potabile». Non è ancora comprovato, ma le sostanze inquinanti ritro­vate nell’acqua potrebbero es­sere le stesse utilizzate per il lavaggio della sede stradale, in seguito all’incidente avvenuto mercoledì sulla A7 all’altezza del ponte sullo Scrivia, nel quale era­no rimasti coinvolti un autoci­sterna che conteneva ossido di etilene, un autocarro e un’auto. La cisterna, cadendo nel fiu­me, ha liberato nel torrente il suo contenuto, anche se gran parte è bruciato o volatilizzato. I tecnici dell’Arpa si sono rivolti anche ai colleghi di Genova per capire se nell’autobotte, oltre all’etilene, ci fossero anche altre sostanze. Le indagini condotte dalla polizia stradale di Genova Sampierdarena dovranno anche accertare se le operazioni di lavaggio della se­de stradale, avvenute dopo l’incidente, siano state condotte rego­larmente. Per ripulire la strada dal gasolio che era presente nei serbatoi dei mezzi incidentati e dalla schiuma utilizzata dai pom­pieri per spegnere l’autocarro in­cendiatosi, sono stati utilizzati solventi chimici che potrebbero essere finiti nello Scrivia. Le Regioni Piemonte e Ligu­ria chiedono un incontro urgen­te per affrontare il tema della messa in sicurezza dell’Autostra­da A7. Gli assessori alle Infra­strutture dei due enti regionali, Daniele Borioli e Carlo Ruggeri lo hanno chiesto con una lettera congiunta al neoministro alle Infrastrutture, Altero Matteolia, al Presidente dell’Anas Pietro Ciucci e al Presidente di Auto­strade per l’Italia, Gian Maria Gros Pietro. «La frequenza del ribalta­mento dei mezzi pesanti sulla A7 – si legge nella nota – è un proble­ma di sicurezza già di per sé rile­vante. Se a questo si aggiunge che spesso questi camion tra­sportano materiali inquinanti i quali, a causa di incidenti riversa­no il carico nel torrente Scrivia provocando reiterate e gravi compromissioni alla rete idrica della zona, si comprende che la questione non è più rinviabile. Il tema della sicurezza su alcuni tratti della A7 non è mai stato adeguatamente affrontato. Con­fido in un’azione repentina del nuovo ministro e delle due socie­tà autostradali». Intanto è stata disposta l’autopsia di Sommez Gencosman, l’autista turco di 27 anni che era alla guida dell’auto­cisterna.

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