E l'isola ecologica resta ancora scritta solo nel libro dei sogni

E l’isola ecologica resta ancora scritta solo nel libro dei sogni

L’isola ecologica sarà tra gli argomenti in discussione nel­la riunione del consiglio co­munale di questa sera. La struttura, che a Novi manca ormai da molti anni, pare non destinata a rivedere la luce in tempi brevi. La minoranza ha denunciato che l’amministrazione comu­nale ne aveva promesso la realizzazione fin dal 2.008, poi procrastinandola di anno in anno. Ora paiono esserci altri problemi. L’ha spiegato l’assessore al­l’ambiente Cannine Cascarino alla commissione consi­liare chiamata a discutere i problemi della raccolta diffe­renziata: «Abbiamo dovuto rivedere il progetto dell’isola ecologica e questo ho portato via qualche mese di lavoro». L’area attrezzata per il con­ferimento dei rifiuti, infatti, era stata inizialmente previ­sta accanto alla cascina Tuara, un immobile di proprietà comunale che ora in munici­pio hanno deciso di vendere. Il problema era però rappre­sentato dalla strada di acces­so all’isola, che sarebbe pas­sata troppo vicino (a poche decine di centimetri) alle mura della Tuara. Necessaria dunque una completa revi­sione del progetto: l’area eco­logica è stata spostata, così come la strada. La struttura potrebbe vedere la luce nel giro di 7-8 mesi. Una volta terminata, i residenti del novese vi potranno depositare rifiuti ingombranti, batterie e oli esausti, oltre alle altre categorie di spazzatura og­getto di raccolta differenzia­ta, come carta, plastica”, vetro, alluminio e così via. «Nel frattempo, comunque, è bene ricordare che Novi non è sguarnita – ha detto Cascarino – gli impianti Srt di strada Bosco Marengo, infatti, sono autorizzati a riceve­re questo genere di rifiuti, sia da parte di privati che di aziende. Inoltre in città è attivo un servizio gratuito di raccolta a domicilio degli ingombranti: è sufficiente telefonare al nu­mero verde 800085312 e pre­notare il ritiro». Durante la riunione della commissione, è stato anche affrontato il problema della raccolta differenziata delle pile e degli oli da cucina. Secondo il con­sigliere indipendente Fran­cesco Sofio, non sarebbero sufficienti i contenitori per le batterie sparse in negozi e supermercati: «La gente non sa dove buttare le pile, serve più informazione», ha affer­mato. I rappresentanti di Acos Ambiente hanno spie­gato che sono disposti a met­tere contenitori presso tutte le attività commerciali che ne facciano richiesta, ma non in strada: «Le batterie sono un rifiuto particolare, meglio evitare i cassonetti stradali». (E.D.)

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