Facciamo pure l'inceneritore ma non qui

Facciamo pure l’inceneritore ma non qui

Da febbraio la discussione sul sito. “Deve essere baricentrico, quindi Asti o Vercelli” MASSIMO PUTZU ALESSANDRIA. Dal 24 febbraio si comincerà a discutere su dove realizzare il nuovo termovalorizzatore che dovrà servire le 6 province piemontesi. Lo farà un comitato ristretto composto dai presidenti dei Consorzi rifiuti della regione e dagli amministratori delle Province: si costituirà dopo la firma del protocollo d’intesa prevista il giorno precedente che sancirà la nascita dell’Ato 2 rifiuti in Piemonte. Il presidente Piercarlo Bocchio, presidente del Consorzio alessandrino, ieri in Consiglio provinciale durante la discussione sull’ordine dei giorno presentato dalla Lega Nord che riguardava la situazione in Campania, ha fornito indicazioni sulle caratteristiche del sito. «Sosterrò la tesi per cui il nuovo impianto – ha spiegato Bocchio – dovrà essere in posizione baricentrica rispetto al territorio piemontese. Un inceneritore ad Alessandria non sarebbe logisticamente adatto. Più rispondenti a questo elemento sarebbero le province di Asti e Biella». Considerando che Vercelli, l’altra provincia baricentrica rispetto a tutto il territorio piemontese, possiede già un impianto di termodistruzione che ora si ipotizza non più di chiudere ma di rammodernare, secondo Bocchio la scelta dovrebbe ricadere su quelle due province. Intanto l’assessore provinciale all’Ambiente, Renzo Penna, torna sulla richiesta dei colleghi amministratori di Vercelli di conferire 4 mila tonnellate in una delle discariche della provincia di Alessandria. «C’è proprio un protocollo d’intesa fra le due Province – spiega Penna – che ne disciplina comportamenti e opportunità: noi possiamo conferire all’inceneritore di Vercelli il residuo secco dei rifiuti ottenuto con la raccolta differenziata, per complessive circa 1000-1500 tonnellate annue, opportunità di cui continuiamo a servirci; Vercelli dovrebbe invece smaltire presso di noi la parte umida, ma negli ultimi anni non lo ha più fatto e quindi è in credito rispetto al conferimento di una quantità di rifiuti di alcune migliaia di tonnellate».

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