Gestione Acqua: minacciata la revoca dell'affidamento del servizio idrico

Gestione Acqua: minacciata la revoca dell’affidamento del servizio idrico

Giorni difficili per Gestione Acqua spa: l’Ato 6 “Alessandrino” vuole al più presto chiarimenti sulla governance e sui programmi di investimento. Sul capo della società pende una vera e propria diffida: trenta giorni per rispondere, pena la risoluzione del contratto di affidamento. Difficile districarsi tra queste sigle se non si è addetti ai lavori. Al centro della scena c’è l’acqua, o meglio, tutto il servizio idrico, dalla captazione alla distribuzione, dalla depurazione al riciclo, e i cospicui investimenti necessari per mantenere inalterate le prestazioni offerte alle comunità novesi e tortonesi: in queste due aree tali compiti sono stati affidati a Gestione Acqua spa in forza della concessione rilasciata dalla “Autorità d’ambito territoriale ottimale n.6 -Alessandrino”, l’associazione formata dai principali Enti Locali secondo le direttive impartite a suo tempo dalla legge regionale di settore con la finalità di organizzare il servizio idrico nelle rispettive zone di competenza. Inutile approfondire ulteriormente o cercare di spiegare per quale motivo si sia sentito il bisogno di dare vita ad un altro ente pubblico, che naturalmente produce costi per la gestione e per il personale amministrativo che si riversano sulla collettività.Restiamo su Gestione Acqua: per quale motivo l’Autorità d’Ambito ha puntato i fari su questa società? Quali sono le ragioni che hanno spinto alla diffida deliberata nella riunione del 31 marzo scorso, il cui verbale è stato affisso all’Albo Pretorio dell’Autorità d’Ambito pochi giorni fa?La vendita ai vogheresiVa precisato, prima di tutto, che i soci di Gestione Acqua sono tre: il gruppo Acos, Amias e Asmt spa. Quest’ultima società, già di proprietà del Comune di Tortona, l’anno scorso è stata ceduta ad Asm Vogherà. Esigenze di cassa. La multiutility lombarda è quindi subentrata in tutte le partecipazioni, compresa quella in Gestione Acqua. C’erano obblighi informativi da adempiere prima di perfezionare l’operazione? L’amministrazione tortonese avrebbe dovuto dare comunicazione preventiva a Gestione Acqua e all’Autorità d’ambito? Su questo punto entra in gioco la convenzione stipulata nel 2010 secondo la quale “è sottoposta ad autorizzazione dell’Ato6 ogni variazione degli assetti societari del gestore, dell’oggetto sociale, nonché qualsiasi modificazione del capitale sociale dei soggetti Amag di Alessandria e Gestiona Acqua che riduca in assoluto o in quota proporzionale la partecipazione pubblica. “La norma si presta a diverse letture. Secondo il Sindaco Berutti e la sua Amministrazione, sul Comune di Tortona, al momento della vendita, non gravava nessun obbligo: nella compagine sociale di Gestione Acqua non c’è stato alcun cambiamento in quanto Asmt è rimasto socio. È del tutto ininfluente che si sia perfezionata la cessione del pacchetto di controllo della stessa Asmt a Asm Voghera.Di parere diametralmente opposto il consiglio di amministrazione di Gestione Acqua, che a suo tempo ha chiesto, senza ottenere alcun riscontro, di poter vedere tutti gli atti relativi a questa operazione. A giudizio della società la situazione è sostanzialmente cambiata, in quanto, dopo che il Comune di Tortona ha perfezionato la vendita delle azioni di Asmt a Asm, non vi è più identità tra i tre soci proprietari e le comunità che beneficiano dell’attività di Gestione Acqua, presupposto fondamentale su cui si basava la concessione diretta del servizio idrico a suo tempo deliberata dall’Ato. Per questi motivi, secondo Gestione Acqua, il Comune di Tortona, prima di cedere Asmt, avrebbe dovuto fornire adeguata informativa.Top secret… ma non troppoE l’Autorità d’Ambito? Alcuni mesi fa ha chiesto una parere legale all’avvocato Daniela Anselmi di Genova. L’obiettivo? Capire se è fondata la tesi propugnata da Gestione Acqua, spalleggiata da Acos, che ne detiene la maggioranza assoluta, oppure se prevalga la lettura offerta dal Comune di Tortona. Sull’esito non c’è nessuna notizia ufficiale. Il dottor Renzo Tamburelli, direttore dell’Autorità d’Ambito n.6 “Alessandrino”, ha dichiarato a La Stampa che si tratta di un “documentò interno di cui la Conferenza non ha ancora preso conoscenza” e non intende rilasciare ulteriori commenti. È molto probabile che la prossima riunione di questo organismo sia fissata dopo l’appuntamento elettorale di fine maggio.Filtra però la notizia che l’avv. Anselmi avrebbe condiviso i dubbi sollevati da Gestione Acqua e sposati dall’Aro, e avrebbe concluso in termini negativi il parere richiestole sulla correttezza delle modalità con cui è stata conclusa la vendita delle azioni di Asmt da parte del Comune di Tortona.”Soluzione condivisa”Tornando alla diffida rivolta a Gestione Acqua, va detto ancora dell’esito della votazione: si sono dichiarati favorevoli più dei tre quarti dei componenti della “Conferenza dell’Ato6 – Alessandrino” che è presieduta dal sindaco di Alessandria Rita Rossa. L’unico astenuto è stato l’ex assessore Mallarino, che ne fa parte per conto del subambito novese. Sono stati annotati come assenti i rappresentanti dell’ovadese, della Provincia di Asti e della Comunità montana Langa Astigiana. I contenuti della diffida puntano su due tasti dolenti strettamente intrecciati. Da un lato ci sono le modifiche statutarie: serve, una maggioranza del 70% per tutte le delibere straordinarie. Nello stato attuale, viste le divergenze tra Acos e Asm Voghera, questo significa la paralisi. L’anno scorso, ad esempio, proprio in virtù di questa clausola, è stata bloccata la ricapitalizzazione proposta dai vertici aziendali con tentativo di portare Acos sopra questo tetto, superando così la clausola statutaria.L’Ato chiede inoltre che i soci mettano mano al portafoglio: come si legge nella delibera che contiene la formale diffida, occorre una “patrimonializzazione atta a consentire il buon adempimento delle obbligazioni gestionali e di investimenti pattuite con la convenzione di affidamento”. Nessun commento nel merito della vicenda da parte di Acos: “Stiamo lavorando per trovare una soluzione condivisa” si limita a dire Mauro D’Ascenzi, amministratore delegato dell’ex municipalizzata cittadina, (p.v.)

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