Gruppo Acos: utile di 3 milioni Ma bisogna crescere ancora

Gruppo Acos: utile di 3 milioni Ma bisogna crescere ancora

GINO FORTUNATO, NOVI LIGURE.

II bilancio della società Acos, approvato dall’assemblea degli azionisti, attesta un incremento annuo di 776 mila euro con un patrimonio netto, riferito alla fine del 2013, di 35 milioni di euro (nel 2012 era di quasi 33 milioni), mentre il valore della produzione è stato di oltre 4 milioni e 200 milioni di euro (ante imposte sarebbero quasi 7 milioni). Dati che indicano una so-cietà in salute che punta verso nuovi traguardi. In occasione dell’approvazione del bilancio delPAcos, sono stati presentati anche i dati salienti del bilancio consolidato del Gruppo, a cui fanno capo Acos energia, Acos reti gas, Gestione acqua, Acosì, Acos ambiente e Aquarium. Tutte queste società per il 2013 hanno registrato un giro d’affari complessivo di oltre 93 milioni di euro. Si deduce così che l’utile netto generale è di quasi 3 milioni di euro. «Nonostante la crisi, abbiamo retto – commenta l’amministratore delegato del Gruppo Acos, Mauro D’Ascenzi -. In un periodo di crisi tutti tendono a risparmiare. Noi però ci siamo adeguati. Molti nostri servizi che sono sul mercato libero (ad esempio calore e produzione di elettricità) hanno superato un regime monopolistico e ci confrontiamo almeno con 20 concorrenti. Non puntiamo a conquistare un grande cliente, dove il margine di guadagno è minimo. Avere per cliente una grande società è un rischio, poiché se questa dovesse chiudere ci troveremmo con grossi problemi. Guardiamo invece a soddisfare le esigenze del piccolo e medio cliente, diversificando servizi e attività». Tuttavia nel corso dell’ultimo anno ci sono state obiezioni sulle tariffe applicate, ritenute da alcuni piuttosto alte. «Alcune tariffe vengono stabilite dall’Authority, mentre altre sono sul mercato libero. Noi, soprattutto nel caso dei rifiuti, abbiamo applicato le tariffe più basse. Applicare tariffe basse è fondamentale sul mercato libero. Se fossero alte perderemmo tutti i clienti. Soprattutto perché, come ho detto, puntiamo sul piccolo e medio cliente – dice D’Ascenzi -. C’è quindi da parte nostra la consapevolezza del rischio. Il governo oggi favorisce la nascita di grandi aziende. Ecco allora che le piccole e le medie si devono adeguare se non vogliono restare al palo». D’Ascenzi affronta poi il futuro aziendale, in questo regime di forte concorrenza: «Guardiamo alle future gare sugli affidamenti/Nel 2015 ci sarà quella per la gestione dei rifiuti, mentre già da quest’anno, teoricamente, dovremo vedercela con quella del gas. In questo caso non si tratterà più di fare gare su singoli Comuni, ma di gare che riguarderanno 50 Comuni per volta. Sarà quindi una sfida molto grande. L’indirizzo che ci siamo dati è di affrontare le gare con l’intenzione di crescere, di fare un salto dimensionale di qualità. Non nascondiamo però il rischio di perdere. Tutto è pos-sibile. Tuttavia auspichiamo, e siamo fiduciosi, una grande crescita di Acos. Chi non crescerà, in questo quadro appena descritto, morirà».

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