In mensa solo acqua in caraffa i genitori si ribellano

In mensa solo acqua in caraffa i genitori si ribellano

NOVI LIGURE. I genitori della scuola elementare “Martiri della Benedicta” di via Rattazzi sono sul piede di guerra Ad innescare la pro­testa non è, questa volta, la riforma Gelmini, bensì l’acqua potabile. Da oggi alla mensa scolastica sarà distri­buita agli alunni l’acqua in caraffa e non più in bottiglieria (con l’acqua minerale) come è avvenuto fino alla settimana scorsa. «La notizia – di­cono i genitori assiepati davanti all’istituto scolastico- ci è arrivata at­traverso una manifesto collocato all’ingresso della scuola firmato dalla Noviservizi (la società che si occupa della gestione della mensa scolastica ndr). Non è così che ci si comporta. Avremmo dovuto essere avvisati in altro modo, per esempio quando viene fornita ai bambini la carta menù della settimana, oppure con una informativa sul diario». I geni­tori si stanno attivando. Ieri mattina, davanti alla scuola, alcune mamme e papa hanno iniziato a raccogliere firme da inviare al sindaco Lorenzo Robbiano, all’assessore alla Pubblica istruzione Felicia Broda e ai dirigenti della Noviservizi. «Chiediamo un incontro con le istituzioni, vogliamo maggiori chiari­menti in merito». Le famiglie, per la maggior parte, non sono d’accordo con la decisione dell’amministra­zione. «Continueremo a dare la bottiglietta d’acqua ai nostri bambini. Non vogliamo che bevano l’acqua del rubinetto» Anulla, al momento, sono servite le raccomandazioni che ven­gono riportate nell’avviso affisso a scuola dalla Noviservizi nel quale si spiega che l’acqua potabile di Novi ha caratteristiche oligominerali (per questo Acos spa ha anche deciso di promuovere il progetto “Bollicine”, che prevede la realizzazione di due fontane pubbliche dove i novesi po­tranno andare a prendere l’acqua mi­nerale gratuitamente) e che così fa­cendo si aiuta anche l’ambiente. Per­ché utilizzando le caraffe si diminui­sce il conferimento in discarica della plastica. «Se non si fornisce più l’acqua nelle bottigliette, – continuano i genitori-allora chiediamo che vengano rivisti anche i parametri di pagamento della mensa, perché noi paghiamo il pasto completo, quindi anche l’acqua». Se­condo i genitori il provvedimento non è stato preso per migliorare la qualità del servizio e per aiutare l’am­biente ma solo per far risparmiare qualche euro al Comune. La tariffa della mensa scolastica varia a se­conda del reddito familiare, la quota massima è di 90 euro per venti buoni pasto. Una mamma particolarmente arrabbiata sottolinea: «Nell’acqua di Novi c’è tanto calcare, io ho già prov­veduto da tempo ad acquistare un de­puratore che ho installato in casa. Quotidianamente preparo in botti­glia l’acqua da dare a mio figlio che la porta a scuola e così intendo fare anche in futuro». MARZIA PERSI

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