La lettera

La lettera

Da qualche tempo “il novese” non brilla certo per la correttezza del proprio comportamento, e mi rendo conto della gravità di quanto sto dicendo. Era forse più attento quando si dichiarava giornale di parte, dove erano ben chiare le distinzioni tra le opinioni e i fatti. Tra la ricerca del clamore a tutti i costi e l’autocensura, preferisco naturalmente la prima, in nome della libertà di stampa e di informazione. poiché c’è anche la libertà e il diritto di essere informati correttamente, preferirei che si perseguisse una terza via, quella di raccontare le cose come sono davvero, che certo costa più fatica e impegno di ricerca. Avete pubblicato un servizio di una pagina intera, con un titolo falso e qualunquistico “La cascina milionaria ora è inutile”, che tira in ballo Acos e altre aziende senza che queste siano state interpellate per un minimo riscontro dei fatti e tantomeno a fianco ci è stato riservato un diritto di replica. L’Ufficio Stampa di Acos Ambiente ha risposto e il giornalista, che beffardamente e senza rispetto per i propri interlocutori continua a definire lo stesso “Signor Ufficio Stampa Acos Ambiente”, lui sì, ha potuto immediatamente replicare con un’altra mezza paginata di argomentazioni. Un metodo che mi era già noto e che mi aveva riguardato personalmente in un’altra occasione. Comunque vi chiederete perché sulla vicenda a questo punto intervenga io: a) perché sono un lettore del novese ormai da quarant’anni. b) perché sono l’Amministratore Delegato del Gruppo Acos. c) perché per una certa fase ho seguito la questione della Cascina Alessandrina Ora veniamo alla replica della “Signora Redazione del novese”. Prendiamo atto delle smentite della “Signora Redazione” e quindi quando afferma che si tratta di un “pacco storico”, non intende dire che si tratta di un “pacco storico”, e perciò di sperpero di denaro pubblico. Prendiamo atto che quando la “Signora Redazione del novese” afferma che Acos prima si era impegnata a comperare la cascina e che dopo non l’ha più comperata, non intende dire che Acos prima si era impegnata a comperare la cascina e che dopo non l’ha più comperata. Prendiamo atto che quando si afferma che Acos non ha i soldi per pagare, non si vuole dire che Acos non ha i soldi per pagare. Prendiamo atto che la “Signora Redazione del novese” non è in grado di citare una sola delibera, decisione, contratto in cui Acos Ambiente o Acos spa si impegnino ad acquistare la Cascina, così come non è in grado di citare nessun atto programmatico in cui Acos Am-biente individui lì la sede per il proprio parco tecnologico. La fonte che gli da tanta certezza è un articolo di due anni fa di un altro giornale che è stato (forse?) rilanciato nella rassegna stampa. E ora veniamo al merito della questione: 1) Srt aveva la necessità e l’opportunità di acquistare dei terreni per espandere le proprie discariche; di questo lotto faceva parte la .Cascina Alessandrina. Ci propose un acquisto separato: a loro i terreni, a noi la Cascina. 2) Ritenemmo molto interessante l’opportunità, ma non accettammo di comprarla perché erano ancora incerte le prospettive di Acos Ambiente. 3) Srt acquistò l’intero lotto perché inscindibile; del resto anche se fosse rimasta di sua proprietà la Cascina Alessandrina, si trattava comunque di un buon affare e di un valore che tuttora accresce il patrimonio di Srt. 4) La “Signora Redazione del novese” si chiede a questo punto perché Srt faccia un bando per la vendita della Cascina. La risposta è semplice: le società totalmente pubbliche sono obbligate per acquisti e vendite di una certa entità a procedere per Bandi pubblici. 5) Gestione Ambiente nel frattempo è nata ed ha in affitto gli spazi e conserva un diritto di prelazione sull’acquisto dell’area. A proposito non banalizzerei molto la necessità di usare quell’area per stoccare cassonetti e altri oggetti funzionali al servizio rifiuti, a meno che la “Signora Redazione del novese” non voglia offrire casa sua, se lì vi sono spazi tanto ampi. 6) Gestione Ambiente, ribadisco, sta lavorando con Srt per definire il modo migliore per utilizzare e valorizzare quella struttura. Detto tutto ciò, dove sta il “pacco”? Dove sta l’inutilità dell’acquisto? Se non nel vizio di fondo che denunciamo all’inizio.Grazie per l’attenzione.

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