L'elettricità? Dai tubi dell'acqua

L’elettricità? Dai tubi dell’acqua

GINO FORTUNATO, NOVI LIGURE

Sarà un 2013 all’insegna dell’idroelettrico per il Gruppo Acos. Terminato il programma sul fotovoltaico, con 4 milioni d’investimento per generare un milione di kilowattora annui, è in rampa di lancio un’iniziativa sempre rivolta alle fonti d’energia rinnovabile. «Stiamo progettando 4 centraline di produzione idroelettrica come Gestione acqua (società che fa capo ad Acos; ndr) per circa 1 milione e 500 mila euro – afferma l’amministratore delegato Mauro D’Ascenzi -. Questo progetto ci permetterà una resa di un altro milione e mezzo di kilowattora all’anno. Sul fotovoltaico non pensiamo di investire ancora, viste le attuali condizioni di mercato. Siamo comunque soddisfatti di quanto abbiamo prodotto in questo settore. Restiamo però competitivi nell’energia pulita e stiamo lavorando alla realizzazione e allo sfruttamento del settore idroelettrico». Le intenzioni di Acos non sono però mirate allo sfruttamento dei bacini idrici, ma si pensa di ricavare la forza necessaria per ottenere energia elettrica, sfruttando la pressione delle tubazioni laddove oggi occorre operare decompressioni meccaniche, per evitare che le reti si deteriorino. In pratica, per mettere in opera questo piano, si dovranno porre centraline con turbine negli impianti Acos, ad esempio in quello di Bettole di Novi, sfruttando così la pressione dell’acqua per far girare le turbine stesse. «Abbiamo 4 progetti – prosegue D’Ascenzi -: uno per Novi, gli altri 3 li stiamo discutendo assieme alla comunità montana Terre del Giarolo. Il totale ci porta a questo investimento di quasi un milione e mezzo di euro. Le centraline saranno poste laddove è eccessiva la pressione all’interno delle tubazioni. Non ci saranno diminuzioni di pressione e quindi di erogazione sulle reti. Questo sistema, oltre a sfruttare la forza stessa dell’acqua, comunque impiegata, permetterà una minor usura e di conseguenza minori costi di manutenzione sugli impianti. La nostra strategia di energia pulita è mobile, perché va oltre un settore esaurito, quale il fotovoltaico. Non è detto in futuro non si possa pensare ad altre fonti, ad esempio alla cogenerazione o al geotermico. Occorrerà però sempre seguire gli andamenti di mercato. L’impianto novese potrebbe essere collocato a Bettole, ma in questo momento i progetti delle valli sono molto più avanzati

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