Mancano 2,5 milioni: arriva la stangata Irpef Il Comune deve rispettare il Patto di stabilità Lunedì l'assise deciderà l'aumento delle aliquote

Mancano 2,5 milioni: arriva la stangata Irpef Il Comune deve rispettare il Patto di stabilità Lunedì l’assise deciderà l’aumento delle aliquote

Novi Ligure

Clamoroso a Palazzo Pallavicini: per rispettare i parametri richiesti dal Patto di stabilità al Bilancio del Comune di Novi, mancano due milioni e mezzo di euro e gli amministratori stanno pensando di recuperarli, tutti o in parte, con l’aumento dell’addizionale Irpef, che salirebbe all’aliquota massima consentita. C’è il rischio di un vero e proprio salasso per i novesi, perché l’Irpef, ovvero la percentuale di stipendio che viene prelevata dagli emolumenti dei lavoratori dipendenti e dalle pensioni è annuale, seppur trattenuta a rate mensili, quindi se entro novembre il consiglio comunale modificherà l’aliquota i cittadini dovranno anche versare, in unica soluzione, la differenza dell’addizionale dei primi nove mesi del 2014. Non a caso, all’ordine dell’assise convocata per lunedì, al punto 8 c’è la rideterminazione delle aliquote Irpef per l’anno 2014. Che sia pronta una manovra per aumentare ulteriormente la pressione fiscale, l’assessore al Bilancio, Simone Tedeschi, lo ha fatto capire anche nella riunione della Commissione di lunedì sera e in città la preoccupazione si sta diffondendo a macchia d’olio. La prima a prendere posizione è stata Lucia Zippo, consigliere del Movimento 5 Stelle, presidente della Commissione stessa: «Per non sforare il patto di stabilità, il Movimento 5 Steli ritiene che non si debbano richiedere ulteriori sacrifici ai cittadini con l’aumento dell’addizionale Irpef (che salirebbe all’aliquota massima consentita), ma propone che parte delle risorse complessivamente necessarie vengano restituite dal Gruppo Acos nelle casse del Comune. L’analisi trasparente dei bilanci dice che tale operazione è possibile nei contenuti, di rapida attuazione e sicuramente efficace per il richiesto riequilibrio di bilancio. In un periodo come quello che stiamo vivendo, è difficile spiegare alla popolazione che i soldi non vengono richiesti a chi li ha accumulati negli anni, nelle proprie riserve, ma nuovamente ad ogni singolo cittadino contribuente. La soluzione Acos deve costituire un chiaro segnale per un nuovo modo di intendere la redistribuzione dei sacrifici». Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Fabrizio Gallo, capogruppo dei grillini in consiglio comunale, secondo il quale «è assurdo mettere ancora le mani nelle tasche dei novesi quando sono quasi vuote» e, nel confermare che il suo gruppo si opporrà in ogni modo all’aumento dell’aliquota Irpef, aggiunge che «Acos e le altre partecipate collegate hanno riserve per svariati milioni di euro, quindi l’amministrazione, socio di maggioranza, deve dare un chiaro indirizzo al consiglio di amministrazione di Acos di deliberare che da queste risorse, che derivano dalle tariffe pagate dai cittadini, si ottenga quanto necessario alla città. perché sono risorse di proprietà dei cittadini, tramite il Comune, e a loro devono tornare». Luciano Asborno

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