Per scongiurare incidenti in A7 e inquinamento

Per scongiurare incidenti in A7 e inquinamento

NOVI LIGURE – Con­clusa l’emergenza acqua, i tecnici di Gestione Acqua Spa con gli agenti della polizia municipale prose­guono gli accertamenti per verificare tipo e provenien­za degli idrocarburi che hanno inquinato la Scrivia, 24 ore dopo la caduta nel torrente di un’autocisterna belga che trasportava os­sido di etilene, ma per il coordinatore novese di Forza Italia, Piero Vernet­ti «si impone qualche ri­flessione a freddo». Fatte queste premesse, l’esponente del Popolo del­la Libertà chiede agli am­ministratori novesi: «In­nanzitutto vorremmo sape­re, con esattezza, quali so­no gli elementi che hanno inquinato la Scrivia e quin­di i pozzi di captazione dell’acquedotto. Si è par­lato di “idrocarburi”, ter­mine quanto meno gene­rico. Nell’era di internet, non si capisce per quale motivo il comune di Novi e l’Acos non abbiano pub­blicato sui propri siti quan­to rilevato dall’Asl e dall’Arpa: ancora una volta, manca la trasparenza che deve caratterizzare il rap­porto tra il sistema pub­blico, da una pane, e i cittadini che fruiscono dei servizi, dall’altra. È quindi opportuno che i risultati delle analisi effettuate nei giorni scorsi siano resi no­ti». Secondo Piero Vernetti, in secondo luogo, «va chiarito che cosa è suc­cesso giovedì scorso. Per quanto è a nostra cono­scenza per un paio d’ore l’acquedotto ha ripreso a funzionare regolarmente, poi è stato nuovamente chiuso, in quanto l’acqua era maleodorante, il tutto a causa della presenza dei non meglio precisati “idro­carburi”. Queste sostanze sono entrate in circolo nel­le tubature cittadine? Con quali conseguenze? Infine, ogni volta che un camion, carico di sostanze inqui­nanti, cade nella Scrivia, la sinistra, locale e provin­ciale, leva lamenti sulla pericolosità della A7 e, ad­dirittura, qualche suo esponente, tanto per con­quistare un titolo, chiede che certi materiali non viaggino più su gomma. Poi cade nuovamente il si­lenzio. Chi governa local­mente non ha mai assunto iniziative concrete, di concerto con i soggetti che hanno il potere di miglio­rare il percorso autostra­dale nei punti in cui in­crocia il torrente. poiché è in gioco un bene primario, la salute, occorre una forte iniziativa di tutte le forze politiche affinché incidenti di questo tipo non abbiano a ripetersi». Su questo argomento de­colla la campagna eletto­rale e, come per incanto, sono tornati ad interessarsi del problema anche coloro i quali hanno assistito in silenzio alle profonde tra­sformazioni della gestione del ciclo integrato delle ac­que quasi avessero paura di scottarsi. Inevitabile, quin­di, la confusione sui ruoli cambiati negli ultimi sedici mesi. È dal 1976 che la A7 è una vera e propria spada di Damocle sulle gocce degli acquedotti di Novi e Tortona. Hanno installato il tutor anti velocità in Liguria, nulla nelle curve maledette di Serravalle. In attesa si sapere se ci sono stati ef­fetti collaterali, è fuor di dubbio che la causa sca­tenante dell’inquinamento è l’incidente di mercoledì in autostrada. Quindi è da lì, dalla A7 che si deve partire per provare a ri­solvere il problema.

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