Perché è costoso rimanere piccoli?

Perché è costoso rimanere piccoli?

Mauro D’Ascenzi

II fatto che sia proprio Novi Ligure ad ospitare il pros­simo 14 Marzo (presso il Museo del Ciclismo) un importante dibattito nazio­nale sul tema delle dimen­sioni ideali per le aziende di servizi pubblici locali, ha un alto valore simbolico. La zona di Novi ha un’im­portanza strategica nel panorama delle alleanze, sia tra le aziende del Nord Ovest, sia – più in generale – per tutte le aziende italia­ne che perseguono strategie industriali. Ho già avuto modo di in­tervenire in queste pagine, sugli allarmi-aumento delle bollette che dovrebbero gravare sui bilanci fami­liari. L’ultimo allarme è di qualche giorno fa e sembra, paradossalmente, che vi sia ancora chi stenta a coni- prendere le più semplici logiche economiche che sempre più frequente­mente ci si presenteranno. Tutte le aziende di servizi pubblici locali, sono quoti­dianamente compresse tra aumento dei costì e tetti tariffari. Non ci sono più margini economici, nem­meno per quelle aziende che operando nel settore energetico (tradizional­mente più remunerativo) potevano contare su mar­gini più ampi di movimento delle variabili economiche. Acqua, trasporto locale e rifiuti, hanno elevatissimi costì di gestione che spesso vengono solo marginal­mente coperti da biglietti e bollette. Per non parlare dei servizi a domanda in­dividuale (asili,, mense, assistenza anziani, scuole,, «ecc,.. ), Ormai anche i costì delle piccole ex-munici­palizzate, sono agganciati inesorabilmente alle grandi variabili multinazionali, come il petrolio e l’energia. Si sono erosi i margini eco­nomici che consentivano anche alle aziende di pic­cole e medie dimensioni dì effettuare gli investimenti infrastrutture, di accresce­re ogni anno la qualità del servizio, di sviluppare la managerialità, di margini di profitto da reinvestire. Di crescita, insomma. C’è in atto un paradosso: nel momento in cui il consumatore è diventato più consapevole ed esigente, nel momento in cui l’economia nazionale ristagna e c’è un contesto internazionale sempre più competitivo, le aziende non hanno più l’ossigeno necessario per pianifica­re le proprie strategie. In questi casi soltanto la condivisione di risorse ed un ripensamento su larga scala, possono garantire capacità dì risposta. Una . lotta alla polverizzazione delle aziende e rimificazione delle realtà esistenti, permette di incrementare l’efficienza, di aumentare le proprie dimensioni per competere sul mercato e i di abbattere dei eosti di esercizio. Ecco perché, Fondazione Amga, Confservizi Piemonte-Valle d’Aosta e Federutììity, hanno ritenuto opportuno studiare i numeri di questi valori e dare una dimensione a queste opinioni

L’Amministratore Delegato Acos S. p. A.
Presidente aggiunto

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