Petizione e proteste contro i cassonetti ospitati nei condomini

Petizione e proteste contro i cassonetti ospitati nei condomini

«I cassonetti posti nei condomini ledono la proprietà privata»: inizio zoppicante a Novi per la raccolta differenziata. Ad insorgere sono gli abitanti del quartiere Lodolino, la zona della città nella quale Acos Ambiente ha ultimato per prima la consegna dei cassonetti condominiali e di approssimazione, oltre ai bidoncini domestici per l’organico e l’indifferenziato. Questa raccolta non piace e nei giorni scorsi sono state consegnate al sindaco e all’ assessorato all’Ecologia più di 200 firme, mentre c’è chi propone un blocco dimostrativo durante la prossima riunione del Consiglio comunale per ottenere una risposta, alla richiesta scritta di spostare i cassonetti dalle proprietà private. «Sia chiaro – spiega Maria Rosa Porta – che non siamo contrari alla raccolta differenziata ma a questo sistema che viola il rispetto della proprietà privata e non risolve i problemi di allontanamento del rifiuto. Pretendere che i condomini insedino in pianta stabile i cassonetti è una violazione del codice civile, senza contare l’aggravio dei costi che ricade sul cittadino. Il Comune e il consorzio di smaltimento fanno il nome di una cooperativa deputata alla raccolta. Questo significa che lo smaltimento costerà al cittadino almeno 1,50 euro a cassonetto per ogni ritiro, pertanto i cassonetti non possono essere posti in una proprietà privata e indivisa tra i condomini. Il codice civile non può essere delegittimato da un’ordinanza comunale». Continuano i novesi: «La prima tranche delle firme, a cui ne seguirà una seconda, pone in evidenza anche una non sufficiente informazione al cittadino, l’eccessiva velocità dei tempi di passaggio tra la vecchia e la nuova raccolta e il pericolo igienico – sanitario relativo al lavaggio dei cassonetti e dello smaltimento delle acque nere che ne derivano. Inoltre, anche se la raccolta bisettimanale o trisettimanale dei cassonetti, venisse eseguita da estranei al condominio, abbiamo posto il problema dell’accesso a sconosciuti negli spazi privati». [G.FO.]

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