«Porta in faccia» a Rossi da Robbiano e C.

«Porta in faccia» a Rossi da Robbiano e C.

Per Roberto Rossi, il consigliere comuna­le che ha ottenuto il maggior numero di preferenze alle elezioni amministrative del 2009, sfuma la possibilità di insediarsi alla presidenza dell’Acos s.p.a., come era stato pattuito tra gli esponenti della maggioranza dopo l’esito elettorale. Gliel’ha comunicato il sindaco Lorenzo Robbiano, assistito dal segretario comunale, Livio Lo Destro. Il canonico “mi spiace” che certamente avrà sancito la fine dell’incontro è un colpo basso non solo a Roberto Rossi, ma a tutto l’elettorato di una città, Novi Ligure, dove, ormai è confermato, il consenso elettorale non fa grado. Ripercorriamo la storia dell’ultimo anno e mezzo: dopo le elezioni, al momento di stabilire gli incarichi, Rossi in quanto con­sigliere più votato con 230 preferenze, è tra i primi ad andare a colloquio con il sindaco impegnato a nominare i componenti della giunta e gli amministratori di enti e società partecipate dal comune di Novi. La proposta di assumere la presidenza dell’Acos sta bene a Rossi che da la sua disponibilità. Qualche mese dopo va a chiedere notizie sulla nomina ed apprende che il mandato del consiglio di amministrazione dell’Acos e quindi del presidente Camillo Acri scade il 4 dicembre del 2010, ovvero un anno e mezzo dopo le elezioni amministrative. Giunti a tale data, Rossi apprende che il presidente deve restare in carica sino all’approvazione del bilancio 2009. Nel frat­tempo fa capolino il decreto Calderoli che non consente di nominare in enti e società partecipate dal Comune, persone che negli ultimi tre anni abbiano avuto incarichi di amministratori pubblici. Per Roberto Rossi sfuma la presidenza dell’Acos e nonostante ciò continua a fare il diplomatico e chi gli ha chiesto di commenta­re il caso di cui è, suo malgrado, protagonista ha detto: “Io devo rispetto alle 230 persone che mi hanno votato, le ringrazio della stima ed a loro ricordo che la mia disponibilità ad assumere incarichi impegnativi c’è sempre stata. Il resto sono scelte che non spettano a me”. Quello che sembra un cruccio di Rossi, in realtà è un problema della città e vorremmo anche dire della popolazione italiana perché se così stanno i fatti c’è da chiedersi a cosa servono le elezioni, cosa serve il consenso elettorale. Alla presidenza dell’Acos, attual­mente, c’è Camillo Acri che non si è candi­dato alle ultime elezioni comunali, quand’è stato nominato, nel 2004, era un esponente del Partito Democratico ed attualmente fa parte del circolo “Nazione Italia”, un movimento vicino dall’Udc, partito politico che alle ultime elezioni amministrative di Novi ha sostenuto il candidato a sindaco del centrodestra. Il consiglio di amministrazione di Acos s.p.a., presieduto da Acri, attualmente ha tra i suoi componenti anche: Claudio Patelli (52 preferenze nella lista del partito socialista, nominato, lui sì, a luglio 2009 in sostituzione di Claudio Parodi chiamato in giunta), Mau­ro D’Ascenzi (amministratore delegato, non in lista nelle ultime amministrative), Renato Staiti (consigliere nominato dal Comune di Novi, non in Usta nelle ultime amministra­tive), Antonio Andreotti ed Enzo Mangini (nominati dal socio privato) e Giorgio Bottaro (nominato da altri comuni soci). Nel rapporto consenso – incarico è curiosa anche la situazione della giunta municipale che, oltre che dal sindaco Lorenzo Robbiano, è composta da: Enzo Garassino (55 preferen­ze nella lista del P.D., vice sindaco), Paola Cavanna (P.D., 103 preferenze), Simone Tedeschi (P.D., 139 preferenze), Germano Marubbi (P.D., 134 preferenze), Carmine Cascarino (100 preferenze nella lista “20 per Novi”), Felicia Broda (27 preferenze nella lista Unione per Novi – Prc, Pdci, S.D.) e Paolo Parodi (12, dicasi dodici, preferenze nella lista dell’Italia dei valori). Nella stessa situazione di Rossi ci sono an­che altri autorevoli esponenti del PD e per restare agli over 100 preferenze relegati nel ruolo di consigliere comunale, ci sono: Biagio Zigrino (169 preferenze), che era indicato come componente del nuovo consiglio di amministrazione del Cit; Bruno Motta (192 preferenze, ma al momento si sente realiz­zato nel ruolo di capogruppo in consiglio comunale); Michela Ziccardi (126 preferen­ze), Patrizia Rebora (124), Guido Trespioli ne ottenne 105, ha accettato la presidente del Csr che è a forte rischio soppressione) e Alfredo Lolaico, 100 preferenze. Adesso la curiosità degli osservatori politici è vedere come si comporteranno i trombati da Robbiano e Calderoli in consiglio comu­nale, chi verrà nominato negli enti e nelle aziende partecipate dal Comune di Novi e se prenderà posizione oppure no il direttivo del partito democratico.

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