Quote, altra bufera sull'Acos

Quote, altra bufera sull’Acos

Novi Ligure.

Le dichiarazioni attribuite all’assessore al Bilancio, Germano Marubbi (non ricandidato), che ipotizzano l’intenzione di vendere azioni dell’Acos, hanno scatenato la reazione della sinistra integralista, secondo i cui esponenti «se tale scelta fosse confermata dall’attuale gruppo di potere, che da oltre cinquant’anni governa la città, anche nella prossima consigliatura si determinerebbe il non rispetto dell’esito del referendum sull’acqua pubblica svoltosi nell’estate del 2011». Questo argomento ha sempre diviso la sinistra dal centrosinistra e solo in pochi sono riusciti a tenere il piede in entrambe le opinioni, ma oggi quelli della sinistra integralista parlano di «scippo illegale del risultato referendario e, di conseguenza, della garanzia della difesa dei servizi pubblici locali che non vanno svenduti agli interessi dei privati». Secondo gli esponenti della sinistra «l’attuale amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Lorenzo Robbiano, schierandosi apertamente per una privatizza-zione senza garanzie e tutela del servizio, dimostra come essa sia ormai fuoriuscita dalla tradizione della sinistra novese e dal suo modello di gestione dei servizi di pubblica utilità. Inoltre – aggiunge Alessandro Molinari – è da considerarsi grave che l’assessore Marubbi parli con tale leggerezza di un’ipotesi di dismissione delle aziende partecipate che producono utili, eventualmente reimpiegabili dal Comune per investimenti a favore della città». Detto questo, ribadito di essere «contrari alla svendita delle azioni Acos agli interessi dei poteri forti e liberisti», quelli della sinistra hanno nuovamente sollecitato un modello di gestione «dell’ente – Comune che rispetti le esigenze di inclusione sociale tramite l’uso accurato dei servizi e delle aziende partecipate». Contrario alla privatizza-zione dell’Acos anche il Movimento 5 Stelle, che tramite il portavoce Fabrizio Gallo fa sapere «di essere contrario ad ogni forma di privatizza-zione dei servizi pubblici, con particolare riferimento all’acqua, un bene comune non privatizzabile, come deciso dalla stragrande maggioranza degli italiani in un recente referendum». Il movimento ritiene «indispensabile riportare il controllo delle aziende partecipate, a partire da Acos, nelle mani dell’amministrazione comunale e dei cittadini, che di quelle aziende sono i legit-timi proprietari». Gallo e i grillini ritengono, altresì, «indispensabile una revisione delle modalità di gestione delle aziende partecipate, a partire da Acos, con rigorosi controlli amministrativi sull’operato passato per una corretta e razionale programmazione del futuro, tesa a migliorare i servizi ai cittadini e a ridurre le tariffe dei servizi medesimi» e diffidano gli amministratori uscenti della città «dal prendere qualsiasi tardiva decisione di privatizzazione che possa mettere i futuri amministratori di fronte a fatti compiuti».

LA.

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