Rifiuti: Novi punta al 60%, ma cerca la qualità

Rifiuti: Novi punta al 60%, ma cerca la qualità

Continuiamo la nostra indagine sulla raccolta differenziata: la settimana scorsa abbiamo infatti pubblicato i dati definitivi relativi al 2007 diffusi dalla Regione Piemonte. Questa settimana, invece, grazie al Consorzio servizi rifiuti (Csr) del novese, presentiamo i dati della raccolta aggiornati all’agosto di quest’anno. Continuiamo a prendere come riferimento la percentuale di raccolta differenziata (Rd) che ci permette di capire quanti dei nostri rifiuti, grazie alla raccolta differenziata, non andranno a riempire le discariche, ma saranno riciclati. A Novi la percentuale di raccolta differenziata è progressivamente aumentata passando, dal 39, 3% dell’agosto 2007 al 46, 7% di un anno dopo. Il balzo più clamoroso tra gennaio e febbraio di quest’anno, quando la raccolta differenziata è passata dal 38, 9 al 43, 1 per cento. La crescita è stata abbastanza costante: 45, 1% (marzo), 46, 4% (aprile), 47, 7% (maggio). Ha toccato l’apice a giugno (48, 8%), per poi calare nei mesi estivi (luglio 48, 1% e agosto 46, 5%): una decrescita fisiologica. In città, la produzione complessiva di rifiuti in discarica è diminuita in un anno di ben 1500 tonnellate: più di cinque chili in meno ad abitante. Oreste Soro, presidente del Consorzio Servizio Rifiuti, si dichiara complessivamente soddisfatto dei risultati quantitativi, con qualche riserva invece circa la qualità. Se gli obiettivi percentuali sono stati più o meno raggiunti e si punta a raggiungere il 60% a Novi, c’è ancora molto da perfezionare. «I risultati esposti così “a freddo” dicono poco… bisognerebbe piuttosto motivare la gente. Se c’è stato un aumento della raccolta differenziata, è anche vero che si è verificata una diminuzione della qualità». Per esempio bisognerebbe sensibilizzare i cittadini sulla raccolta dei rifiuti organici. Ciò che viene raccolto viene portato negli impianti di lavorazione, dove viene prodotto biogas, energia elettrica e compost (un materiale organico usato per emendare i terreni agricoli). Si capisce quindi come sia importante che i cittadini non mischino materiali estranei quando differenziano la spazzatura. Gli impianti di riciclo diventano sempre più severi e il materiale di scarto finisce in discarica. Problemi simile presenta la plastica. C’è differenza tra gli imballaggi domestici e gli imballaggi industriali. Gli impianti di riciclaggio accettano solo i primi, ovvero contenitori alimentari o tetrapack. Si tratta di differenze talvolta sottili per questo motivo il Csr «si impegnerà nella distribuzione di un bollettino informativo alle famiglie. Capire il perché è importante differenziare i nostri rifiuti con cura, attraverso la comprensione di come avviene il recupero degli scarti, permetterebbe ai cittadini di imparare più facilmente». La settimana prossima pubblicheremo la terza parte di questa inchiesta sulla raccolta differenziata, con nuovi dati.

Daniela Caschetto d.caschetto@ilnovese.info

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