Rifiuti, riciclare conviene

Rifiuti, riciclare conviene

Antonella Olivieri MILANO. Qualche flash di ordinario disservizio. Rifiuti a Napoli, dove, dal ’94, è commissariamento continuo: il consorzio per la raccolta della carta assume 362 addetti, che non possono lavorare perché il 90% dei mezzi a disposizione è “guasto”. Le fico-balle sono buone solo per la discarica, occorre il termovalorizzatore, ma il progetto per Acerra, datato 2000, ha subito 27 correzioni e quello di Santa Maria la Fossa esiste solo sulla carta. Ma perché limitarsi ai rifiuti? Nel gennaio 2007 la Guardia di finanza fa irruzione nei depositi dell’Anni, l’azienda dei trasporti pubblici partenopea, e scopre che 60 degli 87 filobus acquistati due anni prima non circola: la linea elettrica non sarebbe adeguata. Non è solo a Napoli che i servizi pubblici non funzionano come dovrebbero. E non lo dicono gli utenti, “azionisti inconsapevoli” delle società che dovrebbero servirli, ma le cifre di un’indagine realizzata dall’ufficio studi di Mediobanca per la Fondazione Civicum sulla qualità dei servizi locali, di cui è stata presentata ieri la quarta edizione. Nell’indagine sono messe sotto la lente 39 società che forniscono servizi pubblici, 22 delle quali controllate dai sei Comuni italiani a maggior valore aggiunto: Milano, Roma, Torino, Napoli, Brescia e Bologna. Una miniera di informazioni impossibile da condensare in poche righe. Qualche cifra per fotografare la situazione. Raccolta e smaltimento rifiuti Riciclare conviene. Nei Comuni che differenziano la raccolta per almeno il 30%, il costo medio per cittadino è di 120 euro all’anno, altrove è di 156 euro. Padova ricicla il 46% dei rifiuti, Milano il 40%, Napoli il 10%. Brescia, dove la percentuale di raccolta differenziata è del 344%, batte comunque tutti sulle tariffe: solo 70 euro il costo annuo per abitante. Il costo per tonnellata raccolta è infatti massimo a Napoli (281 euro) e minimo a Brescia (144 euro). È Venezia la città che produce” più rifiuti: 767 chili all’anno a testa contro i 545 della media nazionale. La “colpa” però è dei turisti che alterano le statistiche. Ma non tutta la spazzatura vien per nuocere: il 56% viene trasformata in composti pronti a essere bruciati per produrre energia. Aeroporti Adr (Fiumicino e Ciampino) supera Sea (Linate e Malpensa) d’un soffio per servizi erogati. Ma Malpensa per strutture e ricettività batte Fiumicino. Fatto 100 il voto del migliore della lista – l’aeroporto di Torino, che è stato ammodernato per le Olimpiadi invernali – lo scalo milanese merita 41, l’hub della Capitale 34. Per migliorare il servizio dal 2003 al 2006 Malpensa ha investito il doppio di Fiumicino, ma sempre meno della metà di Torino e Bologna. E il risultato è, per esempio, che Torino offre 4. 570 parcheggi ogni 10 mila passeggeri (io più di Bologna), Malpensa solo 1. 330. Sulla consegna dei bagagli tra Milano e Roma non c’è gran differenza: 25 minuti per il primo bagaglio a Malpensa, 28, 6 a Fiumicino. Trasporti pubblici locali A Milano un dipendente dell’Atra “offre”-2. 367 posti al chilometro, a Napoli 981. Fatto 100 il costo del lavoro per un posto offerto a Napoli sui mezzi di traspòrto locali, a Roma si scende a 57, a Torino a 55, a Bologna a 50, a Milano a 39. L’azienda tranviaria del capoluogo lombardo riceve contribuiti pubblici per 13, 8 euro ogni mille posti al chilometro offerti, nell’area romana la quota sale a 23, 4 euro, in quella partenopea a 45 euro. Morale “spicciola”: il sistema dei trasferimenti incentiva l’inefficienza produttiva. Nel complesso delle aziende censite, gli apporti pubblici non bastano a pagare i costi del personale. Servizi idrici In Italia si perde, per falle e allacci abusivi, il 30% dell’acqua trasportata dagli acquedotti, contro il 7, 3% della Germania, il 19% della GranBretagna, il22% della Spagna. Gli italiani però hanno il rubinetto facile: nella Penisola si consumano 213 litri d’acqua al giorno contro i 127 della Germania o i 145 della Spagna. Sarà perché da noi ancora si paga relativa-mente poco? A Berlino l’acqua costa il triplo rispetto alla Puglia, che è la Regione più cara. L’Acquedotto pugliese, che è il maggior operatore del settore con oltre quattro milioni di utenti, immette in rete 543 milioni di metri cubi d’acqua all’anno, ma ne per-de oltre la metà Così l’Acea di Roma la supera per acqua “fatturata”: 310 milioni di metri cubi contro 244. Il minor tasso di perdite è a Milano (10, 3%), dove l’acqua costa meno in assoluto. Gas e luce Qualche dato sulle interruzioni senza preavviso: a Roma salta mediamente la luce per un’ora all’anno, a Napoli per 51 minuti, a Brescia solo per 14. E sul pronto intervento per le fughe di gas: 37 minuti per Asm Brescia, 47 per Aem Milano contro i 28 . di Enel Rete Gas. Al call center però è l’emiliana Hera, tra le multiutility, a rispondere più velocemente: 35 secondi contro i 3 minuti di attesa d Acca Roma.

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