Rifiuti, si deve fare di meglio

Rifiuti, si deve fare di meglio

Gulia Camera. Legambiente,in collaborazione con la Regione Piemonte, ha pubblicato il dossier dei “Comuni ricicloni 2009″. Secondo la classifica il Piemonte risulta al terzo posto nel panorama nazionale per percentuale di raccolta differenziata, preceduto soltanto da Veneto e Lombardia. All’ultimo posto la Calabria. Ma se la nostra Regione brilla a livello nazionale, le cose non vanno altrettanto bene per la provincia di Alessandria e il comune di Novi. La provincia risulta infatti al quarto posto con il 50,7 per cento di raccolta differenziata (i dati sono quelli del 2008), ma con un indice di buona qualità pari a 40,9. Novi Ligure è invece alla posizione 52 su 53 comuni piemontesi al di sopra dei 10 mila abitanti (l’ultimo è Tortona). Pur avendo una percentuale di raccolta differenziata pari al 45,2 per cento, in-fatti, l’indice di qualità per quanto concerne il nostro Comune è solo 31,6. Ma cosa rappresenta questo indice di qualità? I dati non si riferiscono soltanto alla quantità di raccolta differenziata, ma considerano altri fattori tra i quali la riduzione della quantità totale di rifiuti prodotti, quanti rifiuti finiscono in discarica, la sicurezza dello smaltimento finale e il recupero di energia dai rifiuti prodotti. Per stilare le graduatorie dei Comuni ricicloni, Legambiente ha quindi sostituito la percentuale di raccolta differenziata con l'”indice di buona gestione” che rappresenta un voto sulla gestione dei rifiuti in tutti i suoi aspetti. L’indagine ha potuto far emergere le eccellenze, ma anche le criticità. Molti sono stati infatti i comuni che non hanno raggiunto una percentuale minima di raccolta differenziata e non non hanno perciò potuto essere inseriti in classifica. Almeno il 55 per cento di raccolta differenziata ‘avrebbe dovuto essere effettuato dai comuni al di sotto di 10 mila abitanti, mentre quelli più grandi avrebbero dovuto raggiungere almeno il 45 per cento. Tra le pagine del dossier non compaiono ad esempio i nomi dei comuni di Acqui Tenne, di O vada e di Casale Monferrato, tutti bocciati ed esclusi dalla classifica per non aver raggiunto la soglia minima: c’è insomma chi sta molto peggio di Novi. Non solo i comuni sono stati classificati: anche i consorzi piemontesi responsabili dei servizi di gestione dei rifiuti sono stati inseriti in una classifica apposita. Il Csr, Consorzio servizi rifiuti del novese, tortonese, acquese ed ovadese è risultato in penultima posizione con un indice di buona gestione pari a 26,6. I 116 Comuni facenti parte il consorzio, per un totale di 227 mila abitanti, hanno raggiunto il 41,7% di raccolta differenziata, ma in quanto a gestione dei rifiuti nel senso generale del termine non sono stati virtuosi meritandosi soltanto la ventunesima posizione su 22. Il presidente del Csr Oreste Soro già tempo fa aveva lanciato l’allarme: differenziare non basta, bisogna migliorare la qualità. Un impegno a cui sono chiamati i cittadini e in cui anche il Consorzio sta facendo la propria parte, con la prossima installazione di un “digestore”, un impianto all’avanguardia in grado di utilizzare il biogas delle discariche per produrre energia elettrica.

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