Rimpasto dietro l'angolo?

Rimpasto dietro l’angolo?

Novi Ligure. Chi farà posto in giunta a Roberto Rossi se, come si vocifera con crescente insistenza negli ambienti politici della città, il consigliere comunale più votato alle ultime elezioni amministrative verrà nominato assessore? A Novi, soprattutto negli ambienti politici del centrosinistra, danno per scontata la nomina di Rossi ad assessore allo sport, delega che, con quella al bilancio, attualmente è di Germano Marubbi. Questi, cedendo lo sport, assumerebbe l’incarico di assessore al patrimonio che attualmente è di Cannine Cascarino. Questo rimpasto di primo acchito fa presumere che potrebbe essere l’esponente della lista “20 per Novi” a far posto a Roberto Rossi, ma c’è un’altra tesi che ipotizza un rimpasto con uscita dalla giunta di Paolo Parodi, esponente dell’Italia dei valori, attuale assessore al commercio ed alle attività produttive. Chi ha fatto uscire la notizia del più che probabile rimpasto dalle segrete stanze del centrosinistra sostiene che le linee del passaggio di deleghe non sarebbero dettate da valutazioni al riguardo dei singoli assessori, bensì di rappresentanza delle liste che hanno sostenuto il sindaco Lorenzo Robbiano alle ultime elezioni amministrative. Tutto, quindi, ruota attorno a Paolo Moncalvo, in predicato di entrare nel consiglio di amministrazione del Cit, eletto nella lista “20 per Novi” con 45 preferenze e successivamente passato all’Italia dei valori. Il sindaco Robbiano lo considererà della lista civica “20 x Novi” rappresentata in giunta da Carmine Cascarino, o dell’Idv, partito rappresentato in giunta da Paolo Parodi? Chi dovrà lasciare la giunta se dovesse entrare Roberto Rossi? Qui si inserisce l’altro colpo di scena politico del week end novese: Rossi, rientrato in città dopo una settimana trascorsa più in Liguria che a Novi, giura di non sapere nulla del suo probabile ingresso in giunta e fin qui non stupisce nessuno perché in casi così le smentite sono all’ordine del giorno, ma la cosa si fa credibile quando aggiunge: «Dopo le elezioni era stato destinato ad assumere la presidenza dell’Acos. Ritengo sia questo il modo più giusto per ripagare la fiducia che mi hanno dato gli elettori. Aspettiamo il referendum sull’acqua, se passa decade anche il decreto Calderoli e potranno nuovamente essere nominati anche coloro i quali negli ultimi tre anni sono stati consiglieri comunali». Allora ecco emergere quella che potrebbe essere la soluzione: Robbiano indicherà le nomine nelle società che hanno il consiglio di amministrazione in scadenza, a giugno perché allora ci saranno i nuovi sindaci di Arquata e Cavi (soci del Cit e, solo Arquata, dell’Acos) e si saprà l’esito del referendum. Se Roberto Rossi potrà essere nominato, assumerà la presidenza dell’Acos, in caso contrario entrerà in giunta e qualcuno tra Paolo Parodi e Carmine Cascarino gli farà spazio. Nel frattempo il consiglio comunale di Novi avrà analizzato e votato il bilancio, forse l’unico, o comunque uno dei pochi atti amministrativi del Comune, in cui il sin-daco ha necessità e piacere di avere i componenti dei gruppi consiliari della coalizione uniti e compatti. Potrebbe essere questo uno dei motivi per cui la notizia è passata dalle fitte maglie del riserbo. Luciano Asborno

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