Termovalorizzatore Asti e Alessandria hanno l'accordo

Termovalorizzatore Asti e Alessandria hanno l’accordo

NOVI LIGURE. A fine novem­bre, cambio della guardia al Csr, il Consorzio servizio rifiuti. Dopo oltre un decennio, lascerà la presidenza Oreste Soro. Gli subentrerà Guido Trespioli, assessore all’Urbanistica nella passata legislatura e oggi capo­gruppo del Pd in consiglio comunale. Sul tavolo della presidenza, Tre­spioli si troverà ad affrontare la que­stione legata al termovalorizzatore, già affrontata dalla Provincia nello scorso quinquennio. «Oggi il problema termovalorizza­tore si ripresenta – dice Oreste Soro, presidente uscente del Csr – È già stato siglato un protocollo d’intesa tra le Province di Alessandria e Asti per la costruzione di un impianto di termo­valorizzazione. E gli artigiani si sono resi disponibili a localizzare nel loro territorio la struttura». Dunque? «Ora si tratta di mettere in campo le necessarie sinergie – spiega Soro -Con i Consorzi e i Comuni delle due Province al lavoro per arrivare a un progetto condiviso». La giunta della Provincia di Alessandria ha già approvato un proto­collo d’intesa che verrà sottoscritto dagli artigiani. Il documento rappre­senterà la volontà politica di dar se­guito, in tempi brevi, a un pro­gramma. «Il tutto – prosegue Soro -verrà gestito dalle due Province attra­verso un comitato che vedrà presenti i tecnici dei consorzi artigiani e ales­sandrini». L’assemblea, dei Comuni consor­ziati al Csr ha colto favorevolmente il progetto. «Occorre guardare al futuro – insiste Soro – Non tanto per ragioni di emergenza, ricordiamo che la no­stra discarica potrà ancora funzio­nare per diversi anni. Ma perché sot­terrare i rifiuti non è più una strada perseguibile. I rifiuti sono una fonte alternativa per produrre energia elet­trica. La frazione secca, residuo della differenziata, è un materiale che si presta alla trasformazione grazie alla nuove tecnologie e può produrre energia e calore», Sulla questione, Csr ed Srt (la so­cietà che gestisce la discarica novese) hanno già fatto una scelta innovativa con la realizzazione di un biodigestore per il trattamento anaerobico della frazione organica dei rifiuti urbani. Il biodigestore anaerobico che sarà realizzato nella discarica di strada Bosco Marengo, dovrà essere plugflow, a flusso orizzontale. Con pro­cesso a secco. Ovvero? Spiega Andrea Firpo, ingegnere, direttore Srt: «Si­gnifica che siamo in presenza di una percentuale bassa di acqua». Quindi, il materiale trasformato sarà per la maggior parte frazione organica. E per un 40% materiale ligneo-cellulosico: la frazione verde, quella deri­vante dalla pulitura dei giardini e dalla potatura degli alberi. Il prodotto entra nel digestore e tramite un pro­cesso naturale legato ai batteri di­venta biogas, con un’alta percentuale di metano. Gas che viene utilizzato per produrre energia elettrica e digestato. Mediante compostaggio anae­robico viene trasformato in compost di qualità per uso agronomico. Entro fine anno si avrà il progetto. E nel 2010 verrà realizzata la strut­tura. Che dovrebbe essere funzio­nante nella prima metà del 2011.

MARZIA PERSI

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