Termovalorizzatori Pronti gli incentivi

Termovalorizzatori Pronti gli incentivi

Di Francesco Cerisano

Carcere per chi abbandona rifiuti pericolosi o ingombranti nelle zone in stato di emergenza. Scioglimento degli enti locali inadempienti nello smaltimento dei rifiuti. Incentivi per la costruzione di inceneritori e campagne informative nelle scuole sull’educazione ambientale. Sono alcune delle novità introdotte dalla legge di conversione del decreto sull’emergenza in Campania (di 172/2008) che ha ricevuto ieri il primo via libera dalla Camera, fl testo, anticipato da ItaliaOggi il 31/10/2008, è stato approvato con 201 voti favorevoli, 27 contrari e 144 astenuti. Non senza un piccolo giallo legato al voto della Lega. Inizialmente, sembrava infatti che i deputati del Carroccio avessero votato contro il decreto, ma poi il presidente dei deputati leghisti, Roberto Cota, ha seccamente smentito la notizia. Inceneritori. Entro un anno dall’entrata in vigore della legge di conversione del dl 172, palazzo Chigi dovrà approvare il piano nazionale degli inceneritori per smaltire i rifiuti residui della raccolta differenziata, n piano dovrà indicare i finanziamenti pubblici, comunitari e privati disponibili e individuare i contributi compensativi a favore degli enti locali. Sanzioni penali. Il provvedimento apre le porte del carcere (fino a tre anni e sei mesi) per chi scarica rifiuti pericolosi o ingombranti al di fuori delle aree attrezzate. I titolari di imprese che scaricano in siti non autorizzati potranno essere condannati al carcere da tre mesi a quattro anni se si tratta di rifiuti non pericolosi e da sei mesi a cinque anni se si tratta di rifiuti pericolosi. Se le condotte non sono compiute con dolo, ma con colpa il responsabile sarà punito con l’arresto da uno a otto mesi se i rifiuti non sono pericolosi, in caso contrario l’arresto sarà da sei mesi a un anno. Ma il dl 172 non si ferma qui e prende in considerazione tutte le altre attività potenzialmente delittuose in materia. Per esempio, chi organizzerà senza autorizzazione attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento e commercio di rifiuti andrà incontro alla reclusione da sei mesi a quattro anni (nonché alla multa da 10 mila a 30 mila euro) se si tratta di rifiuti non pericolosi e alla reclusione da uno a sei anni (con multa da 15 mila a 50 mila euro) in caso contrario. E ancora, chi gestirà discariche non autorizzate verrà punito con il carcere da un anno e sei mesi a cinque anni (e con la multa da 2Q mila a 60 mila euro) se i rifiuti non sono pericolosi. Se lo sono le pene andranno da due a sette anni (con multa da 50 mila a 100 mila euro), Il di prevede infine la riduzione delle pene della metà in caso di irregolarità formali. Tutte le fattispecie penali previste dal di, se realizzate con l’uso di un veicolo, daranno luogo al sequestro del mezzo che verrà poi confiscato in caso di condanna definitiva. Il relatore del di 172, Agostino Ghiglia (Pdl) ha espresso «viva soddisfazione» per l’approvazione del provvedimento alla Camera. «Siamo convinti che le norme contribuiranno in maniera definitiva a risolvere l’emergenza rifiuti in Campania», ha dichiarato. «L’incentivazione alla realizzazione di nuovi termovalorizzatori», ha proseguito, «attraverso i fondi Cip6 e i certificati verdi, rappresenta la fine di una politica che attraverso un’irrazionale e ideologica cultura contraria agli impianti di valorizzazione del rifiuto ha causato nel corso degli anni emergenze come quella campana». Critico, invece, Ermete Realacci, ministro ombra del Pd. «È ripartita la vergognosa lotteria dei Cip6», ha sottolineato, «un impegno di 2 miliardi di euro, in gran parte destinati alla Sicilia, in barba a ogni politica per una corretta gestione dei rifiuti e per incrementare la raccolta differenziata», Il provvedimento ora passa al senato che dovrà convertirlo in legge entro il 6 gennaio 2009.

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