Un lupo o un ceppo in «cascina alessandrina»?

Un lupo o un ceppo in «cascina alessandrina»?

Gianfranco Chessa

Ma dalla montagna scendeva un lupo o un ceppo? Rivisito Cascina Alessandrina per via dell’intervento di Mauro D’Ascenzi pubblicato da II Novese la settimana scorsa in risposta alla mia lettera in argomento apparsa pure su Panorama. Troppa grazia, la replica dell’amministratore delegato di Acos Spa e forse supponente la mia giaculatoria. Tuttavia mi tocca perché ancora non ho capito se dalla montagna rotolava un ceppo o scendeva un lupo; cioè se l’acquisto di cascina Alessandrina da parte di Srt per la bella cifra di 3.344.000 euro fu uno scandalo o un affare. La spesa assicurò all’acquirente pubblico -per questo me ne occupo, un privato poteva anche strapagarla- la proprietà di 3.600 metri quadrati di fabbricati, tredicimila di aree scoperte e di servizio, 22 ettari di terreno agricolo. Srt, società deputata agli impianti di raccolta e smal-timento dei rifiuti, aveva necessità di ampliare la propria discarica di Strada Bosco Marengo in esaurimento. Srt è al servizio di 72 Comuni, compresi Novi e Tortona, oltre i Comuni di due Comunità Montane. I fatti risalgono all’anno 2009; già nel 2011 Srt pubblicò un bando di vendita degli immobili appena acquistati. Abortito il bando si fece avanti Gestione Ambiente (altra società pubblica) per l’affitto degli immobili finalizzato alla realizzazione della propria sede operativa. Gestione Ambiente si era costituita subentrando nei contratti di raccolta dei rifiuti solidi urbani adAsmt per il tortonese, Acos Ambiente per il novese, Sirmas per la restante parte del Consorzio. Chi scrive (insieme all’Associazione Novisiamo) aveva reclamato da Srt prima, dai Sindaci dei Comuni associati poi, la risposta a semplici interrogativi: chi fece l’operazione? Fu operazione utile? Chi valutò la congruità del prezzo di acquisto? Tutto qui. A voler trascurare che Gestione Ambiente, nuova affittuaria degli immobili di cascina Alessandrina a un canone risibile, ha subaffittato un magazzino al Partito Democratico per il ricovero delle attrezzature della Festa dell’Unità. Agli interrogativi nessuno ha risposto, se non Mauro D’Ascenzi che con cascina Alessandrina non c’entra nulla. Mauro esalta la mission di Gestione Ambiente, i risultati di bilancio, sottolineandone il ruolo di socio industriale in significative società provinciali del settore. Benissimo. Si meraviglia, invece, di come “un politico della mia esperienza ed intelligenza” non si accorga di quale sia il vero scandalo dello smaltimento: comprare terreni per sotterrarvi rifiuti. È scandaloso utilizzare i campi ad una destinazione contro natura. Come sprecare il pane, dico io. E consento, toto corde. Ma Srt resta muta come un pesce. Scrive infatti D’Ascenzi al Novese: “Sta dall’allora presidente, appartenente alla sua area politica, sia dalle norme cui è sottoposta una società interamente pubblica come Srt, dovrebbero essere forniti a Chessa i dati che dimostrano l’equità del prezzo di acquisto”. Finalmente ci siamo. Mauro giunge alla mia medesima conclusione, da cittadino, da, utente: io concordo con lui nel sostenere che non si potrà all’infinito sottrarre territorio all’agricoltura per impiantare discariche. Ma oggi il tema degli amici di Novisiamo è un altro: l’acquisto di cascina Alessandrina da parte di Srt che deve risponderne alla città. A Mauro D’Ascenzi, se ne verrà l’opportunità, rivolgerò domande su argomenti di sua più stretta competenza.

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