Un parco fotovoltaico grande come cinque campi di calcio

Un parco fotovoltaico grande come cinque campi di calcio

GINO FORTUNATO, NOVI LIGURE.

Un parco fotovoltaico che produrrà energia elettrica capace di soddisfare il fabbisogno energetico di almeno 2100 famiglie: sta per sorgere alle porte di Novi. Il progetto è stato presentato in Comune da una società milanese specializzata in energie rinnovabili. Sarà insediato nella zona della Fraschetta, nel Basso Pieve, a 600 metri in linea d’aria dall’area di servizio autostradale Bettole Ovest. Il costo si aggira sui 20 milioni di euro e la superficie occupata sarà di oltre 4 ettari (circa 5 volte un campo di calcio). L’intenzione della società sarebbe però quella di affidare l’intero parco fotovoltaico a un gestore dell’energia elettrica. Questo particolare potrebbe diventare concorrenziale per l’Acos che smentisce ogni coinvolgimento in questo progetto. Acos Energia è infatti impegnata in simili progetti che prevedono, a Novi, l’installazione di pannelli sui tetti della piscina (centro sportivo Fausto Coppi) e del Museo dei Campionissimi. Il progetto dell’impianto fotovoltaico «milanese» era stato presentato all’ufficio Urbanistica ai primi di marzo e dopo varie disamine, oggi le uniche prescrizioni riguardano l’edificazione di una siepe perimetrale di lauro ceraso ed altre essenze per mascherare l’impatto ambientale. L’area sarà dotata dei più moderni sistemi di videosorveglianza e anche di impianti anti intrusione, al fine di evitare i furti dei pannelli, diventata una consuetudine criminale. Un solo pannello ha un valore di circa 1200 euro. Alcuni cittadini del Basso Pieve hanno già espresso perplessità in una lettera al Comune. «L’insediamento è di almeno quattro ettari – scrivono i firmatari – e saranno tagliate le piante a perimetro della superficie, non certo per fare legna per l’inverno. Pare che si bordi il perimetro con una siepe per nascondere altezza e riflessi degli specchi. Pertanto il gusto di uno sguardo al paesaggio in campagna viene considerato non importante. Evidentemente ci sono altre priorità. Si può, in nome della produzione di energia alternativa, dare priorità di realizzazione a un opera invasiva di queste proporzioni? Il dubbio che esprimiamo è di natura speculativa, perché noi, che viviamo in questa zona, non siamo mai stati interpellati. Sarebbe invece d’obbligo concordare la cosa con i confinanti».

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