Un patto a 5 per finanziare il restauro dell'antica fontana

Un patto a 5 per finanziare il restauro dell’antica fontana

GINO FORTUNATO, NOVI LIGURE.

E’ stato presentato ieri il progetto grazie al quale la fontana del sale, la più antica in città, tornerà a zampillare entro l’estate. Tutti i protagonisti del restauro si sono dati appuntamento in piazza Dellepiane, accanto allo stesso monumento. Subito dopo Pasqua si insedierà il cantiere che verrà transennato con immagini storiche: queste ultime tracceranno la storia della fontana, cominciata nel 1814, in occasione del passaggio dalla reggenza napoleonica a quella sabauda. Il monumento fu ideato durante l’occupazione di Novi delle truppe inglesi e sicule al comando di lord William Bentinck che entrarono in città il 25 aprile del 1814. In quel periodo il comando francese di stanza a Gavi pretese dai novesi un cospicuo quantitativo di sale (merce rara che allora era utilizzata per la conservazione dei cibi) ma questi rifiutarono e gli inglesi li aiutarono a difendere le scorte. Quando a maggio gli inglesi sequestrarono a loro volta il sale, i novesi protestarono sostenendo di averlo difeso «dagli artigli dell’aquila francese». Riconoscendo questa collaborazione, gli inglesi consegnarono una forte somma di denaro al Comune di Novi che in parte utilizzò per costruire la fontana, a decoro della piazza principale. La fontana fu inaugurata nel 1823 su progetto dell’architetto genovese Benedetto Cervetto, scolpita in marmo bianco da Giacomo Gaggini. La storia si è quasi ripetuta un paio d’anni fa, quando l’allora presidente del Rotary club, Paola Pardini, chiese al sindaco Lorenzo Robbiano cosa avrebbe potuto fare il proprio sodalizio per la città. Robbiano suggerì di ristrutturare la fontana, depredata nel corso degli anni dai furti dei 2 abbeveratoi. Oggi la storia diventa cronaca e, con il contributo del Rotary, della stessa amministrazione comunale e delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Alessandria e Torino, la fontana del sale tornerà all’antica bellezza. Si occuperà dei lavori coordinati dall’architetto Isidoro Parodi, la ditta Kermes di Piero Coronas, specializzata in restauri di opere d’arte. «Oltre alla sostituzione degli abbeveratoi – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, Paola Cavanna – si procederà alla sistemazione totale dell’impianto idraulico (a cura di Acos Gestione acqua) e a una serie di interventi sulle parti strutturali in marmo, al consolidamento e all’impermeabilizzazione, alla disinfestazione della flora batterica, alla sostituzione di vecchie stuccature e sostanze estranee». In seguito si procederà anche all’illuminazione a led.

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