Una rete di acqua potabile per il Buriana

Una rete di acqua potabile per il Buriana

lisa lanzone

Un programma idrico per le comunità rurali della regione africàna di Tambacounda. Un progetto partito nel 2003 – tramite la campagna “Gocce di speranza” lanciata dalla novese Dilva Manfredi -e terminato nel 2007 con la realizzazione di dieci pozzi in Senegal. E ora arriva il secondo progetto finanziato da A.atoG Alessandria e messo in campo dall’associazione Volontari nel Mondo Focsiv di Roma – della quale Manfredi fa parte -che questa volta si trova ad operare in Burkina Faso per dar vita ad una rete di acqua potabile per quasi 8mila abitanti della valle della Nouhao. Il progetto – che ha preso avvio proprio in questi giorni – prevede la realizzazione di sette nuovi “forages” (trivellazioni) e la riabilitazione di altri sei, nonché l’organizzazione, la formazione e l’ac­compagnamento dei tredici “Comitati” a cui verrà affidata la gestione del punto d’acqua. Ogni forage, della profondità media di 50 metri, sarà equipaggiato di una pompa manuale, una fonta­nella e un abbeveratoio. Gli obiettivi principali del progetto sono quelli di ridurre la percentuale di popolazione che non ha accesso duraturo alle fonti di acqua potabile, promuovere l’idraulica del villaggio e rinforzare le capacità tecniche dei produttori. In questi giorni Dilva Manfredi, insie­me al tecnico di A.ato6 Beppe Ruggiero, si trova in Burkina per controllare la fase di avvio del progetto che dovrebbe essere terminato entro due anni. L’A.atoG ha finanziato questa seconda ini­ziativa con un contributo di oltre 50 mila euro: nel 2005 il finanziamento per i pozzi, in Senegal era stato di 99 mila euro. Dilva Manfredi racconta così la sua esperienza: «Credo che l’Africa non abbia bisogno della soli­ta beneficenza, ma di aiuti concreti che rendano più dignitosa la vita in una terra che non è pove­ra, ma impoverita e che non è primitiva, ma ric­chissima di culture che noi occidentali ignoriamo. Partendo da questo presupposto, nel 2003 ho deciso di accogliere l’invito lanciato da un programma televisivo che chiedeva di attivarsi per le popolazioni africane che soffro per la mancanza di acqua». Il primo progetto prende così vita con una campagna di sensibilizzazione all’interno di una classe della scuola primaria Pascoli di Novi dal titolo “Gocce di speranza” e continua tramite il gruppo di Volontari nel Mondo Focsiv – ong con sede a Roma – con la quale Dilva Manfredi ha deciso di mettersi in contatto. Grazie all’impegno dell’associazione il progetto inizia ad essere loca­lizzato con un primo grande obiettivo:’quello di poter essere seguito passo dopo passo .nella sua realizzazione. E a questo punto inizia anche la collaborazione con il Gruppo Acos di Novi e con Mauro D’Ascenzi, amministratore delegato della società e presidente di Gestione Acqua spa. «L’Acos ha subito apprezzato il progetto e ha deciso di presentarlo nell’ambito dell’iniziativa annuale “Impianti aperti”, alla quale erana pre­senti anche alcuni rappresentanti dell’A.ato6 di Alessandria, che hanno valutato positivamente l’iniziativa decidendo di finanziare la realizzazio­ne di dieci pozzi in Senegal». Dopo il primo momento organizzativo, la fase di attività concre­ta sul territòrio è stata avviata quando sono stati presi contatti con l’ong Lvia già presente in Senegal per la realizzazione di altri progetti. E nell’aprile 2007 è arrivata la prima visita sul ter­ritorio: «Ho avuto la possibilità di andare in Senegal accompagnata da un tecnico del’A.atoG e da un rappresentante della Focsiv. In Africa, dopo un leggero timore iniziale, ho tro­vato grande accoglienza e un’immensa voglia di dialogare da parte della popolazione». Ora per Dilva Manfredi arriva la seconda esperienza in Africa, questa volta in Burkina Faso, in un terri­torio – la valle della Nouhao – situato tra la pro­vincia del Boulgou e quella del Koulpelogo nel sud-est del paese. Il progetto ha lo scopo di contribuire al raggiun­gimento del settimo obiettivo di sviluppo del Millennio fche è quello di assicurare un ambiente sostenibile ed in particolare ridurre della metà, entro il 2015, la percentuale di popolazione mon­diale che non ha accesso duraturo a Fonti di acqua potabile. L’iniziativa avrà la durata totale di dieci mesi .e prevede la realizzazione di alcune trivella­zioni per l’accesso all’acqua potabile. I lavori sono stati affidati ad un’impresa locale, dopo una gara di appalto. Ogni nuova installazione sarà in grado di fornire acqua potabile ad almeno sessanta famiglie -circa 600 persone – portando il numero totale dei beneficiari del progetto a quasi 8 mila persone. l.lanzone@ilnovese.info

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