Un'azienda che guarda al futuro senza dimenticare il suo passato

Un’azienda che guarda al futuro senza dimenticare il suo passato

«Siamo fieri del nostro passato e di coloro che hanno avuto il coraggio dell’innovazione». Così Mauro D’Ascenzi (nella foto), amministratore delegato di Acos spa, sintetizza il contenuto del programma della manifestazione novese che celebra il quarantesimo anniversario di vita del gruppo aziendale novese, che si occupa di acqua, gas, energia elettrica e gestione del calore. «Mi riferisco – prosegue D’Ascenzi – ai miei predecessori Armando Pagella e Bruno Bottazzi, ma anche a tutti gli amministratori che non cito, soltanto per non dilungarmi. È nostro dovere, quindi, imparare la loro lezione che guarda all’innovazione e al coraggio delle scelte. Senza studio, ricerca e scienza, non si crea innovazione. Il significato è anche quello di puntare sui giovani e sulle nuove risorse. Se creassimo 100 tecnici e un solo un solo scienziato, daremmo un grande contributo alla civiltà e alla nostra comunità». La manifestazione «Noviscienza», che comincerà domani al parco Acos di Bettole di Novi, esordirà proprio con un omaggio a Pagella e con il concerto rock di Vittorio De Scalzi. Due temi apparentemente distanti tra loro, ma unificati dalla forza della cultura. «Esatto – conferma l’amministratore delegato Mauro D’Ascenzi -. L’aspetto vero da sottolineare è che la cultura e la conoscenza non hanno confini. La cultura a tutti i livelli, dalla conoscenza tecnica all’arte, si riflette sulle professioni e sui mestieri quotidiani. Un saldatore che abbia un’idea complessa della vita salderebbe meglio. Il paragone può sembrare paradossale, ma una cultura generale aiuta la voglia di scoprire. Non la verità che è prerogativa delle religioni, ma di illuminare il cammino. La conoscenza a tutti i livelli crea dunque soggetti più capaci e il loro insieme migliora la società». Tra le proposte della manifestazione «Noviscienza», oltre a quelli a sfondo politico ed economico, spiccano i convegni del centro fieristico, alcuni dei quali riguardano la Matematica e l’Universo. Quale nesso si trova tra politica, scienza e religione? «Oggi la politica risente troppo il distacco dal metodo scientifico – sottolinea D’Ascenzi -. Cito Galileo Galilei che nella sua epoca fu avversato, perché più che il suo pensiero sull’universo i dogmatici contrastavano le teorie sui numeri. Questo perché se tutto fosse un numero, ci sarebbe poco spazio per il dogma. Il numero è trasmettibile e verificabile. Dovremmo invece avere una cultura che abbia le basi sul numero. Si eviterebbe o si ridurrebbe il terreno di scontro. Albert Einstein disse che il Padreterno non gioca a dadi con l’universo, quindi chi credeva alla ricerca scientifica e razionale, pensava che un disegno universale non escludesse un creatore».

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest