Utilizzata in tempo record la cascina delle polemiche

Utilizzata in tempo record la cascina delle polemiche

Gino Fortunato.

Da «pietra dello scandalo» per il costo (3,3 milioni secondo Gianfranco Chessa) e la scarsa utilità, a tempo di record – l’ultima puntata polemica è di 20 giorni fa – la Cascina Alessandrina di Strada Bosco Marengo diventa quello che doveva essere fin dall’inizio: sede di Gestione Ambiente, la società per la raccolta dei rifiuti controllata al 55% da Asmt e al 45% da Acos. Quasi in sordina si stanno concludendo le operazioni di trasferimento e la nuova struttura, in parte affittata da Srt, sarà inaugurata il 29 novembre alle 11,30. Un’ampia porzione del vecchio cascinale sarà destinata a impianti tecnologici, grazie ad alcuni adeguamenti del Prg approvati dal Consiglio comunale. Una soluzione adottata con vero tempismo. «La nuova sede operativa permetterà di accogliere 40 operai e 8 impiegati – spiega l’amministratore delegato di Gestione Ambiente, Paolo Selmi. – La sede di via Spinelli, concessaci da Acos, era in effetti troppo piccola per un numero così elevato di personale. La cascina Alessandrina possiede caratteristiche che soddisfano le nostre esigenze, in quanto baricentrica su Novi. Innanzitutto è vicinissima al raccordo autostradale, quindi è proprio accanto alla discarica pubblica e può essere ampliata in futuro». Continua Selmi: «Oggi disponiamo di un ampio capannone per il ricovero dei mezzi di raccolta, una palazzina per uso ufficio e un locale spogliatoio con i relativi servizi, indispensabile per l’igiene e la sicurezza del personale tecnico. Questa ottimizzazione degli spazi ci porterà nel giro di pochi a considerevoli risparmi, per parecchie migliaia di euro. Molto importante sarà anche lo sfruttamento di una villetta che potrebbe diventare una sede direzionale e i terreni circostanti che potranno essere utili per l’ampliamento della discarica o per altre soluzioni». Tra le «altre soluzioni» si ipotizza anche l’insediamento di un impianto di termovalorizzazione. «Gli spazi ci sarebbero – conclude Selmi – ma parlare di un simile impianto non è di nostra competenza e al momento si resta solo nel campo delle ipotesi. Una simile decisione non spetta di sicuro al nostro organismo che segue il ciclo dei rifiuti, ma è questione di carattere politico». L’«occupazione» della cascina Alessandrina da parte di Gestione Ambiente, pare voler sedare definitivamente le voci su un caso che ha fatto discutere molto negli ultimi 3 anni, da quando Srt la acquistò per oltre 3 milioni di euro. L’opposizione consiliare aveva accusato Srt di aver speso troppo, in considerazione che per molto tempo i locali erano serviti solo per stoccare attrezzature e cassonetti.

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