Q.d.c. Continua l’opera del Comitato per la Frascheta, sorto lo scorso anno con l’intento di op-pprsi al progetto di insediamento di un impianto fotovoltaico con un’estensione di circa 6 ettari e una potenza prevista di 3,09 megawatt picco. In attesa di ricevere notizie dalla Regione sulla fattibilità dell’opera, “ci stiamo muovendo anche per altri progetti – spiega il portavoce del Comitato Domenico Tallone -, come per esempio il campo fotovoltaico che si ha intenzione di costruire nei pressi della cascina Federica a Villalvernia. Si tratta di 2,5 megawatt picco di potenza in una zona protetta”. “Vorrei ben chiarire – prosegue Tallone – che siamo a favore del fotovoltaico, ma che questo va assolutamente orientato verso territori degradati. C’è anche un altro aspetto da considerare ed è relativo al suolo. La Merella è in una zona classificata come terza classe secondo il protocollo della Regione. H suolo è quindi assolutamente fertile e non dobbiamo dimenticare che qui avviene una coltivazione importante, quella del cecio della Merella”. La classe fa riferimento alla capacità d’uso dei terreni e la Regione ha istituito una Carta, uno “strumento di classificazione che consente di differenziare le terre a seconda delle potenzialità produttive delle diverse tipologie pedologiche”. D Comitato per la Frascheta ha ora anche un sito internet. “È sbagliato – si legge sul sito – permettere che si ricoprano di pannelli suoli vergini quando si potrebbe prima utilizzare la grande eccedenza di capannoni, parcheggi, discariche, zone industriali dismesse che si trova sul nostro territorio. È inaccettabile che questa politica energetica miope sia attuata perché semplicemente più remunerativa della corretta prassi, indicata da noi come dal legislatore a livello nazionale”. “Come dato di fatto – spiegano i promotori del Comitato – abbiamo la presenza sul territorio di due impianti di una certa dimensione alle porte di Novi e altri tre ancora più grandi in fase di autorizzazione, nel raggio di un paio di chilometri. E non è che l’inizio: sul territorio provinciale si contano a decine le domande presentate per un totale di centinaia di ettari di territorio sottratto alla produzione agricola. La corrente situazione di ‘far west’ continuerà fintante che nelle opportune sedi istituzionali non saranno presi gli adeguati provvedimenti di pianificazione legislativa territoriale”.