Stimato Direttore
Non rispondo volentieri di mia iniziativa agli articoli che . criticano il gruppo Acos, se non interpellato direttamente dai giornali. Penso che una azienda sia un’azienda, per essa devono parlare i fatti. Il dibattito politico spetta alte parti politiche. In questo caso mi accingo a contraddire tale abitudine per due ragioni: innanzi tutto perché la tua direzione di Panorama si è sempre mostrata sensibile al confronto tra posizioni diverse, con una particolare attenzione ai temi dell’economia e dell’impresa; in secondo luogo perché penso che il nostro Paese, in ogni suo angolo e articolazione, abbia bisogno di rifondare le modalità e le ragioni stesse del dibattito tra chi la pensa in modo diverso. Sento, come molti, il bisogno – voglio adoperare delle parole grosse – di un salto di cultura e di civiltà. Aboliamo modalità demagogiche, mettiamo alla base del dialogo o dello scontro l’oggettività dei fatti. Tu sai che non ho esitato a rivolgere la stessa critica anche allo schieramento in cui milito da oltre 40 anni. Un liberale come te, che sovente proprio su questo sì è condannato a posizioni minoritarie, qualche volta anche marginali, capisce senza dubbio cosa intendo. Lo possiamo fare partendo da piccole cose, perché la degenerazione del confronto non riguarda solo i massimi sistemi della politica o dell’economia, ma coinvolge tutti, anche noi, nella nostra piccola comunità. A Novi per fortuna non è abitudine di nessuno insultare l’avversario. Escludo la sgradevole parentesi delle ultime elezioni amministrative. Facciamo un ulteriore passo avanti mettendo alla base dei nostri ragionamenti i dati veri, che piacciano o no. Vorrei perciò rispondere all’articolo comparso su questo foglio, l’altra settimana,’a firma di Michele e Alberto Fossati dal titolo: “Raccolta rifiuti: scatole cinesi mascherano l’esplosione dei costi”. Con una prosa brillante i due rivolgono tra le altre cose una critica molto dura al Gruppo Acos ed in particolare ad Acos Ambiente. poiché presumo la buona fede, sono certo di far loro cosa gradita fornendo alcuni dati aggettivi che non possono essere contraddetti secondo le opinioni di ciascuno. Evitando il più possibile di commentare le critiche che attengono alla loro sfera discrezionale. Nell’articolo in questione si sostiene che i costi della raccolta rifiuti passano per Novi da euro 1.900.000 (vecchia gestione 2.005) a 3.500.000 nuova gestione. Non si dice che allora non si effettuava la raccolta differenziata. Sì questo tipo di raccolta costa, ma non farla, Napoli insegna, comporta costi sociali ben più alti. È bene sapere che la remunerazione del servizio è stabilita – come succede per le tariffe dell’acqua – dal consorzio specifico, composto da 116 comuni, di tutti i colori politici. Il quale ha fissato un costo di 75 Euro per abitante. La cifra non è assolutamente dipendente dalle dinamiche dei costi Acos. Se siamo bravi ne ricaviamo un piccolo margine altrimenti ci rimettiamo, ma questo non fa cambiare la cifra stabilita. Naturalmente se un singolo comune chiede altri servizi aggiuntivi si incrementano i costì e quindi la tariffa; Che comunque è sottoposta al controllò del consorzio. Un confronto, poi, con le tariffe applicate dalle altre città della provincia dimostrerebbe come la nostra gestione o è in linea con esse o in taluni casi è più economica. Non mi pare corretto citare situazioni specifiche, ma i miei interlocutori, che si dimostrano volenterosi lettori di bilanci, possono ve-rificarne l’esattezza. Si imputa un presunto costo maggiore al fatto che Acos per gestire l’igiene urbana ha selezionato un partner privato mediante gara pubblica, il quale rappresenterebbe un onere aggiuntivo. Si può desumere dai nostri bilanci che ciò non è vero, in quanto la forma della società mista, che somma le sensibilità sociali del pubblico all’economicità del privato e che dovrebbe trovare consensi in componenti di ispirazione liberaldemocratica, ha permesso ad Acos notevoli risparmi di investimenti, ed una efficiente gestione già collaudata. Inoltre ci ha evitato di procedere a decine di assunzioni che, secondo il parere dei Fossati, sarebbero di carattere clientelare. Si dice che i costi di gestione sono passati da 6.370.000 a 7.040.000. Il risultato netto è però migliorato, aggiungo io. Come può essere successo se i costi sono aumentati? La spiegazione la si trova consultando le cifre relative ai ricavi, che infatti aumentano passando da Euro 5.600.000 nel 2.007 a 7.341.000 nel 2009. Quindi più costi e più ricavi cosa indicano? Indicano maggiore attività economica e lavorativa. Anche questo dovrebbe dimostrare che nonostante la forte esternalizzazione di lavoro operativo la testa e la direzione è in Acos Ambiente, che pertanto non può essere in alcun modo considerata una scatola vuota. Anche in questo ‘ caso i miei interlocutori, se ne avranno la voglia e il tempo, potranno confrontare i nostri risultati economici con quelli di altre aziende vicine che hanno scelto altre forme societarie diverse e si accorgeranno che il risultato numerico non ci punisce. Viene poi detto che si raccoglie il 10 % di immondizia in meno. Bene, perché proprio questo è l’obiettivo del nuovo e più costoso sistema di raccolta. L’articolo rivolge un pesante attacco al gruppo Acos accusato di essere un sistema di scatole cinesi, poco trasparente e di essere un gettonificio per i suoi amministratori. Partiamo dal fondo. Le società partecipate da Acos, per strategia di gruppo, hanno amministratori in gran parte dipendenti della capogruppo, generalmente il loro gettone viene incassato da Acos. L’entità degli emolumenti è per la capogruppo quello fissato dalla legge; per le controllate la cifra oscilla tra i 100 e i 200 euro al mese per gli amministratori e tra i 300 e i 500 euro per il presidente. Gianni Coscia, che viene chiamato in causa, con questo compenso lavora ogni giorno con passione, tra problemi e arrabbiature, ore e ore per Acos Ambiente. Di cui, per la stessa cifra, ha anche la legale rappresentanza, con il carico di responsabilità civili e penali che essa comporta. Veniamo alla trasparenza. Ogni società del gruppo ha un collegio di sindaci che vigila l’andamento e la legittimità degli atti. La capogruppo, oltre a ciò, è sottoposta all’analisi e al giudizio di una società di revisione indipendente che verifica quindi anche l’andamento delle società controllate. Come se non bastasse i nostri bilanci sono sottoposti all’obbligo di certificazione. Naturalmente, in sede di bilancio della capogruppo, l’assemblea, composta da 21 soci, di ogni colore e genere, riceve ampie informazioni sull’andamento di ogni singola controllata, da cui può verificare che nessuna di esse è una scatola vuota. Mi sembra che in quanto a trasparenza… In fine a proposito del disprezzo con cui viene trattato il gruppo, alla stregua di scatole cinesi, vorrei fornire solo alcuni dati. Nel 1990 l’allora Amga di Novi aveva 24 dipendenti ed un giro dì affari di 7.100.000 euro. Si occupava solo di gas metano. Oggi il gruppo, se valutato considerando tutte le società partecipate, da lavoro a più di 300 persone, senza contare l’indotto, con un giro d’affari di circa 80.000.000 di euro. Si occupa di gas, energia elettrica, acqua, rifiuti, gestione calore, produzione di energia da fonti rinnovabili e centro benessere. Qualunque comunità andrebbe fiera di una simile realtà e la difenderebbe. Come sono certo faremmo tutti se si trattasse di una qualunque altra azienda dolciaria, siderurgica o bancaria. Come si può notare mi sono limitato ad enunciare dati, cifre incontrovertibili. Tutto questo elimina le critiche? Niente affatto anzi le può rendere persine più incisile e ficcanti perché toglie l’alibi che fornisce ogni rappresentazione errata sul piano oggettivo. Per esempio è vero che vorremmo e dovremo ottenere migliori risultati nell’igiene urbana e ben vengano le proposte e anche le polemiche, che ci costringono ad essere sempre in tensione. Attenti però che le critiche a noi non diventino un pretesto fornito al cittadino per non impegnarsi a tenere pulita la propria città. perché senza questa sua diretta responsabilità sociale non ci riuscirebbe neanche il mago Merlino. Naturalmente è legittimo ogni dubbio o critica sulle strategie del nostro Gruppo ed, in sede politica, sulle scelte dell’amministrazione comunale. Ma se 2 più 2 fa 4 sia per quelli di sinistra che per quelli di destra il confronto sulle cose che davvero dividono sarà senza dubbio più utile e proficuo per tutti. Mauro D’Ascenzi