Novi ligure. È stato approvato con 12 voti favorevoli (quelli dei componenti dei gruppi di maggioranza) e 6 contrari (Pdl, X Novi Maria Rosa Porta, Novesi per la Libertà ed il consigliere indipendente Francesco Sofio) il riequilibrio di bilancio del Comune di Novi, illustrato dall’assessore Germano Marubbi nella seduta di consiglio comunale lunedì sera. Secondo quanto spiegato da Marubbi, la manovra è di proporzioni ridotte, sia in termini di valori che per quanto attiene i capitoli interessati. «Dagli utili della società Acos il Comune recupera circa 211 mila euro, dall’Ici (Imposta comunale sugli immobili) altri 79 mila euro. Con parte di queste risorse si farà fronte ai trasferimenti verso la società Noviservizi (75 mila euro) ed il Cit (Consorzio intercomunale trasporti) per altri 65 mila euro. Inoltre, 50.000 euro verranno destinati al piano neve per adimento, reso immediatamente esecutivo, ha permesso di istituire la De.Co. (Denominazione comunale) ed il relativo logo congiunto al marchio Dolci Terre di Novi, che identificherà non solo i prodotti, ma anche sagre e manifestazioni tipiche del territorio novese. Soddisfatto l’assessore alle attività produttive Paolo Parodi. Nella seduta che si è aperta con il ricordo di Vito Drago, presidente della Fondazione teatro Marenco recentemente scomparso, è stata respinta la mozione presentata dai consiglieri Francesco Sofio e Giuseppe Dolcino in merito al posizionamento di contenitori per la raccolta dei rifiuti in via Marconi. L’assessore competente, Carmine Cascarino, ha spiegato come la proposta non poteva essere accolta in quanto incompatibile con il sistema di raccolta che, nel centro storico, prevede il servizio porta a porta. Lo stesso ha affermato che si continuerà a monitorare attentamente la situazione e si metteranno in atto anche azioni sanzionatone nei confronti di coloro che abbandono i rifiuti in strada. Cascarino, infine, ha informato che l’argomento verrà affrontato nel corso di un incontro con Srt e Csr in programma il prossimo 8 ottobre. Luciano Asborno