La festa dell’acqua e dell’ambiente, anche quest’anno accoglie a bordo la solidarietà e fa di essa uno dei suoi temi più importanti attraverso il convegno nazionale di Federutility sul tema “Acqua e solidarietà” che si svolgerà il 28 maggio al museo dei campionissimi di Novi in presenza del vescovo della diocesi di Tortona, monsignor Martino Canessa. La presentazione della “Festa dell’acqua, dell’ambiente e della solidarietà” ha dato lo spunto ai massimi e-sponenti di Acos e Gestione acqua, affiancati dal direttore dell’Aio 6, Renzo Tamburelli, per annunciare che, dopo Tortona, anche Novi avrà le fontanelle di acqua oligominerale. Lo ha detto, non senza orgoglio, il presidente dell’Acos, Cannilo Acri, aggiungendo che la prima che entrerà in funzione sarà posizionata davanti al museo dei campionissimi, la seconda in piazza XX settembre e per la terza verrà demandata la decisione al sindaco di Novi ed al direttore di Gestione Acqua. Sui tempi di attivazione della prima fontana di acqua oligominerale a Novi, l’amministratore delegato di gestione Acqua, Osvaldo Conio, è stato machiavellico: «Quella che è in funzione a Tortona in una quarantina di giorni è stata installata». Sulla raccolta di firme per l’acqua pubblica che sta decollando anche in provincia di Alessandria, Mauro D’Ascenzi, vice presidente di Federutility, presidente di Gestione Acqua ed amministratore delegato di Acos ha detto: «Se passassero quei referendum noi non potremmo più gestire il ciclo integrato dell’acqua e si tornerebbe alle gestioni in perdita con l’eliminazione dei capitali investiti. La gestione degli acquedotti in Italia ha tariffe che sono tra le più basse in Europa mentre chi raccoglie le firme per l’acqua pubblica vuole che tornino a gestire gli acquedotti quei carrozzoni pubblici e che le.perdite vengano ripianate dalle tasse. Ciò significherebbe – ha aggiunto Mauro D’Ascenzi – che chi paga le tasse pagherebbe anche l’acqua per chi ha la piscina. La legge che vogliono abolire, però, da garanzie perché dice che potranno gestire gli acquedotti solo le società miste, pubblico e privato, e chi vincerà una gara d’appalto». Anche Osvaldo Conio non comprende “perché si provi ad eliminare un sistema che funziona bene” ed aggiunge: «In Italia una famiglia media spende il 2,76% del suo bilancio per l’acqua ed il 7% per la telefonia. perché non si raccolgono le firme per rendere pubblici anche questi aggeggi» ha detto mostrando il suo telefono cellulare di ultima generazione. Il direttore dell’Ato 6, Tenzo Tamburelli, sulla raccolta di firme per far rimanere pubblica l’acqua, ha detto: «II rischio è di riportare la gestione ai comuni. Questo è un servizio che deve essere gestito a rete e sto citando una dato acquisito. Nessuno si preoccupi per le tariffe perché queste vengono determinate dall’Ato, su base di piano d’ambito che normalmente ha cadenza ventennale». Il problema è che c’è una proposta per eliminare anche gli Ambiti territoriali ottimali (Ato). LA.