NOVI LIGURE. Continua l’emergenza idrica a Novi e a Pozzolo. Forse la situazione si normalizzerà oggi. Comunque, fino al momento di revoca dell’ordinanza firmata dal sindaco Lorenzo Robbiano, è assolutamente vietato l’uso dell’acqua potabile per scopi alimentari. L’amministrazione comunale auspicava che già nella notte tra giovedì e venerdì la situazione tornasse normale, ma così non è stato. Le acque delle falde acquifere del torrente Scrivia presentano ancora tracce di idrocarburi e non possono essere utilizzate se non per i servizi igienici. Al di là del comprensibile disagio che tale inconveniente provoca, ciò che più preoccupa i novesi è il non sapere con esattezza cosa sia accaduto. Non è stata ancora definita l’origine di questo anomalo inquinamento idrico. Sia Acos spa, azienda che gestisce l’erogazione dell’acqua potabile a tutto il Novese sia il Comune escludono che l’evento verificatosi giovedì pomeriggio e che ha messo in ginocchio l’intera città sia riconducibile all’incidente avvenuto mercoledì sull’autostrada A7 Milano-Genova, quando una autocisterna carica di ossido di etilene in forma liquida, è precipitata nello Scrivia In via cautelativa Acos spa ha provveduto subito a chiudere le griglie-di protezione delle vasche di approvvigionamento, quando poi, intorno alle 15 dell’altro ieri, sono state riaperte i tecnici Acos hanno avvertito provenire dall’acqua un odore forte simile a quello della benzina. E proprio l’odore fa supporre che la presenza di una sostanza tossica nelle vasche dell’acquedotto provenga da altra fonte e non dalla cisterna ribaltata. Giovedì. pomeriggio si è provveduto a diminuire la pressione idrica, poi il sindaco ha firmato l’ordinanza con la quale vieta l’utilizzo della acqua per scopi alimentari. La diminuzione, però, della pressione ha fatto rimanere per diverse ore i rubinetti degli appartamenti ai piani alti degli edifici completamente a secco. Per tutta la giornata di ieri una task force composta da tecnici Acos,personale dell’Arpa e dell’Asl ha provveduto a monitorare costantemente le acque dell’acquedotto. Le analisi sono state ripetute ciclicamente da tutti e tre gli enti. Nel tardo pomeriggio di ieri la sostanza inquinante presente nell’acqua stava diminuendo ma questo abbassamento di pericolosità non è stato sufficiente a dare il via libera all’utilizzo dell’acqua in cucina. Non si trova in stato di emergenza, l’ospedale San Giacomo che è collegato direttamente all’acquedotto di Serravalle Scrivia indenne dall’inquinamento. Oltre alle autobotti dislocate in diversi punti della città ( piazza XX Settembre, via Lodolino, via Verdi (scuola elementare Zucca), piazza del Maneggio, piazza Pascoli, G3, zona Stadio comunale, frazione Merella) da ieri alle 20 è stata aperta una presa d’acqua potabile in via Antica Genova, angolo piazza Sant’Andrea, collegata con l’acquedotto della Lomellina. Intanto, non si placano le polemiche riguardanti la pericolosità dell’A7. Ieri l’assessore ai trasporti della Regione, Daniele Borioli e l’assessore alle Infrastrutture della Regione Liguria hanno chiesto un incontro urgente al ministro alle Infrastrutture, al presidente di Anas e al presidente di Autostrade per l’Italia per trattare la questione. MARZIA PERSI