GINO FORTUNATO NOVI. Emergenza acqua con un giallo a Novi. Gran parte della città è senz’acqua da ieri pomeriggio, in seguito all’incidente avvenuto il giorno prima sulla A7 con il versamento nello Scrivia dell’ossido di etilene che era contenuto nell’autocisterna precipitata dal viadotto di Serravalle. La ragione della chiusura dell’acquedotto non sarebbe però riconducibile a questa sostanza, tanto che le analisi dell’Arpa avevano dato esito negativo circa la presenza di sostanze chimiche pericolose. Nel pomeriggio il Comune attraverso un comunicato aveva dichiarato potabile l’acqua erogata dagli impianti dell’Acos, ma poco prima delle 16 è arrivata per i cittadini la «doccia fredda». Un intenso odore di idrocarburi è fuoriuscito dai pozzi di captazione dell’acquedotto novese in località Bettole, tanto da indurre i tecnici dell’Acos ad abbassare le saracinesche e bloccare l’erogazione idrica in tutta la città e nelle frazioni. Si sospetta uno scarico abusivo messo in atto da qualcuno che potrebbe aver approfittato della situazione, forse solvente, anche se non si esclude un inquinamento causato dal gasolio che era contenuto nei serbatoi dell’autocisterna precipitata e dell’ autocarro carbonizzato. Ma quest’ultima ipotesi appare poco probabile. La decisione di approvvigionare la città con le cisterne d’emergenza, è stata presa poco prima delle 16. Alle 17 sono state posizionate, ma ancora vuote, in piazza XX Settembre, zona Stadio, piazza Pernigotti, quartiere Lodolino, piazza Pascoli, via Verdi e nella frazione Merella. Il quartiere G3 è rimasto immune dall’emergenza idrica, poiché si approvvigiona dall’acquedotto di Pasturana. In emergenza invece anche un parte di Pozzolo. Code e polemiche per il ritardo dell’arrivo dell’acqua, giunta con le autobotti in tarda serata. «Siamo qui da un’ora ad aspettare – ha detto un novese in attesa con le sue taniche -ma la cisterna è ancora vuota. Perlomeno dovevamo essere avvisati da un altoparlante, ma non si vede ancora nessuno. Quanto dobbiamo aspettare?». «Da me l’acqua manca dalle 15 – ha aggiunto una donna – e adesso sono le 20. perché non hanno pensato prima a fronteg-giare l’emergenza?». In serata gli altoparlanti hanno diffuso la notizia che anche l’acqua che eventualmente sarà distribuita in alcuni punti della città, non dovrà essere utilizzata per scopi alimentari, fino ai risultati, si spera buoni, delle nuove analisi. Unica consolazione per i novesi: questa mattina troveranno comunque il pane fresco grazie a una cisterna che ha approvvigionato tutti i fornai. L’acqua non è stata l’unica emergenza che il territorio ha fronteggiato ieri. In tilt telefoni, fax e internet a Serravalle, Gavi, parte di Arquata e alcune zone della Val Berbera e della bassa Val Lemme. I problemi maggiori sono stati riscontrati all’Outlet per la telefonia fissa, ma anche per i pos delle casse e i bancomat. Nel primo pomeriggio di ieri, la situazione si è risolta.