L’OBIETTIVO. Si tratta di aree per favorire anche il conferimento di scarti ingombranti, pneumatici, oli esausti, apparecchiature elettroniche .
TORINO.
Quasi tre milioni per finanziare 32 progetti di realizzazione o adeguamento per altrettanti centri di raccolta rifiuti: li ha stanziati nei giorni scorsi l’Assessorato piemontese all’Ambiente per potenziare i servizi sul territorio. Non tutte le province sono interessate al provvedimento, ma sono dieci gli enti che ne beneficeranno, con risorse diverse (dai quasÌ42mila euro per il consorzio che serve la Val Susa agli oltre 73imila di quello alessandrino). L’iniziativa interessa centri comunali e consortili di raccolta rifiuti, quegli spazi in cui i cittadini, a seconda del Comune di residenza, portano i rifiuti che non sono ritirati nella normale attività di raccolta e che vengono selezionati per essere avviati al riciclo e al recupero di materiali (come carta, plastica, legno e vetro, ma anche rifiuti ingombranti, Rae – rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, pneumatici, oli esausti). Non si tratta delle “semplici” aree ecologiche, ma di centri specializzati che rispecchiano la nuova definizione nelle norme nazionali (decreto legislativo 152-2006, secondo le direttive comunitarie). «I progetti sono stati selezionati in seguito a bandi- spiega Agata Milone, dirigente responsabile del settore programmazione rifiuti in Regione-: 90 le domande presentate, di cui 67 sono state considerate ammissibili, tra i quali sono stati scelti i 32 progetti finanziati, con importi differenti. Si tratta infatti di interventi completamente diversi, dalla realizzazione ex novo a ulteriori perfezionamenti come raccolta di acque meteoriche, illuminazione, recinzione». I dieci i consorzi di gestione dei rifiuti che riceveranno questi fondi, per una serie di progetti, anche più di uno per singolo ente, realizzeranno nuove strutture (21 interventi) o adegueranno impianti esistenti alle norme in vigore (undici). In media, l’ammontare dei singoli interventi è intorno ai 93 mila euro, dato che sale a 192 mila per i primi dieci (che “valgono” due terzi dell’intero stanziamento; si veda la tabella a lato) e scende a 48mi-la per gli altri ventidue. I lavori più onerosi sono quelli per nuove aree, tutte nella “top ten” dei finanziamenti che da sola rappresenta circa due terzi delle risorse rese disponibili; per nuove aree anche gli altri due interventi superiori ai 100 mila euro. Traglienti, poi, al Consorzio Alessandrino viene destinato quasi un quarto del totale delle risorse, al Covar 14 (organismo che cura l’igiene urbana per 19, Comuni dell’area Sud Ovest di Torino) circa un quinto; fanalino di coda il Cados (Consorzio ambiente Dora Sangone), che non raggiunge 50 mila euro mentre gli altri nove superano quota 100 mila. «La scelta di sostenere questi “ecocentri” – dichiara Nicola de Ruggiero, assessore regionale all’Ambiente – è un impegno che nasce dal fatto che li si favorisce il recupero di materiali, avvantaggiato da strutture adeguate e vicine, per i cittadini. Non sono e non devono essere “piccole discariche”, ma luoghi ben fruibili per la raccolta di rifiuti Tra tutte le richieste, abbiamo il dovere di sostenere prima quelle a realizzazione certa; ora auspichiamo tempi rapidi di avviamento di questi lavori». Gli interventi più onerosi saranno nel Torinese, a Nichelino e a Rivalla (25omila euro ciascuno), a cura del Covar 14, che conta il maggior numero di progetti, sette in totale, compresi gli adeguamenti a Carignano, Trofarello, Orbassano, Vinovo e Beinasco. Quattro interventi consistenti, poi, per il Consorzio Alessandrino, con le nuove aree di Felizzano, Alessandria (quartiere Cristo), Frugarolo e San Salvatore Monferrato. «Sono le quattro aree- spiegai!presidente dell’ente, Piercarlo Bocchio – su cui i progetti erano già esecutivi. Siamo al lavoro da un anno e mezzo; puntiamo a realizzare otto centri nei 32 Comuni consorziati, con una spesa complessiva di 3, 2 milioni. In maggio dovremmo avviare la gara, entro l’anno vorremmo averne già due pronti». Fa. Br.