NOVI LIGURE. Non si placano le polemiche sull’emergenza idrica di dieci giorni fa, causata probabilmente dal rovesciamento di un’autocisterna nel greto dello Scrivia. Il mezzo pesante era precipitato dal viadotto dell’autostrada A7 che corre proprio sopra il fiume, nei pressi di Serravalle. L’emergenza idrica era durata tre giorni e mezzo e aveva procurato gravi disagi alla popolazione: tutte le istituzioni interessate (Comune, Provincia, Regione) avevano dunque rivolto un appello al Governo e alla società Autostrade per l’Italia affinchè quel tratto di autostrada venisse interdetto ai mezzi che trasportano sostanze pericolose o inquinanti. Lo scorso giovedì, i problemi della A7 sono stati discussi alla Camera dei deputati, in seguito ad un’interpellanza urgente di Mario Lovelli. «Bisogna prendere decisioni urgenti sulle modalità di trasporto di sostanze pericolose e inquinanti, valutando un divieto specifico per questo tronco autostradale, e di esaminare gli interventi definitivi necessari per eliminare i punti critici e garantire la sicurezza della circolazione stradale su un’infrastruttura così importante per i traffici delle persone e delle merci fra la Valle Scrivia e le aree metropolitane di Genova e Milano», aveva scritto l’onorevole novese. La risposta all’interpellanza è stata fornita dal sottosegretario ai trasporti, Mario Mantovani. L’ex sindaco di Novi, in sede di replica, si è dichiarato «parzialmente soddisfatto», prendendo atto della ricostruzione attenta della situazione e dei provvedimenti già presi in questi anni (anche a seguito di interrogazioni presentate nella precedente legislatura), ma rimarcando che deve essere il ministero a promuovere urgentemente la convocazione del tavolo di concertazione locale. «Bisogna agire subito, tanto più che il Governo, con un suo emendamento al decreto legge 59/2008 approvato oggi dalla Camera, ha di fatto attuato una sanatoria delle convenzioni in atto con i concessionari autostradali, consentendo l’aggiornamento dei pedaggi. Perciò Autostrade per l’Italia, che gestisce la tratta Genova-Serravalle, deve fare la sua parte, oltre gli impegni già presi, come i nuovi “tutor”, per intervenire in modo strutturale sui punti di pericolo e criticità dell’infrastruttura, che mostra decisamente il segno dei tempi», ha detto Lovelli. «Inoltre – ha proseguito il deputato – il ministero deve valutare più approfonditamente le possibilità di intervenire con ordinanze apposite per regolamentare il traffico delle merci pericolose e dirottarle, dove possibile, su altre alternative autostradali e su ferrovia». «Adesso si attende la convocazione del tavolo, richiesto anche dalle Regioni Piemonte e Liguria e dal Comune di Novi Ligure. Vigilerò perché questo accada al più presto», ha concluso Mario Lovelli.
Elio Defrani