GINO FORTUNATO, NOVI LIGURE. Dopo i mattoni ricavati dai fanghi derivanti dal ciclo di depurazione, Acos Gestione Acque punta al business delle acque reflue. Con il nuovo piano d’investimenti 2010 – 2012 che sarà approvato nei prossimi giorni, la società, grazie alle nuove tecnologie che acquisirà, organizzerà la cessione di parte delle acque derivanti dal ciclo di depurazione negli impianti novesi in strada Castel Gazzo per scopi irrigui, ma soprattutto le destinerà ai circuiti di raffreddamento delle industrie locali, tra cui l’Ilva. – «n piano triennale d’investimenti di Gestione Acque -spiega il direttore Vittorio Risso – rientra nell’ordine di una cifra importante, quantificata in poco più di 13 milioni di euro, esclusi i finanziamenti regionali e provinciali che si aggirano intorno ai 12 milioni. Indubbiamente, la cifra maggiore sarà impiegata nell’impianto di depurazione di Novi. Da parte nostra impiegheremo 5 milioni e mezzo di euro su un totale di 11 milioni, cifra che raggiungeremo grazie agli interventi pubblici. Gli attuali impianti costruiti 25 anni fa, saranno quasi totalmente sostituiti con linee tecnologicamente avanzate, ma tra progettazione, acquisizione e installazione finale, trascorreranno almeno 5 anni. Otterremo un’acqua reflua di una certa qualità, che potrà essere utilizzata per l’irrigazione. La stessa acqua che ovviamente non sarà essere destinata a scopi alimentari potrà essere utilizzata nei cicli di raffreddamento degli impianti industriali. Il nostro interlocutore privilegiato sarà l’Ilva, per il suo enorme impiego di acqua. Attualmente lo stabilimento di Novi utilizza soltanto hi parte un pozzo di sua proprietà, ma per il resto impiega acqua potabile. Pertanto, nell’ottica della salvaguardia delle risorse idriche, impianti come l’Ilva e simili, potranno utilizzare le acque reflue trattate dai nostri impianti». I costi dovranno essere quantificati, ma sicuramente la cifra potrà soddisfare sia gli ammortamenti dei nuovi impianti di strada Castel Gazzo, sia quella annualmente spesa dagli stabilimenti che per raffreddare le linee produttive utilizzano acqua attinta dall’acquedotto pubblico. I nuovi impianti saranno posizionati gradualmente sulle tre linee di depurazione, in modo da non arrecare problemi ai sistemi di depurazione. «Tra gli altri investimenti -prosegue Risso – prevediamo 2 milioni (di cui un terzo finanziato da Gestione Acque) per il prosieguo del rifacimento della rete fognaria nei paesi, 2 milioni e 100 mila, di cui 700 mila a nostro carico, per i lavori nel centro storico di Novi. Inoltre, per l’acqua potabile, prevediamo 3 milioni di euro per il completamento del cosiddetto “tubone” che collegherà il territorio di Tortona con l’Alessandrino».