GINO FORTUNATO
NOVI LIGURE. «I costi della raccolta rifiuti per i commercianti novesi sono come quelli delle grandi città». La denuncia è del presidente dell’Ascom cittadina, Massimo Merlano, alla luce delle recenti proteste degli esercenti del centro storico che chiedono ad Acos Ambiente l’equiparazione delle bollette alla stregua delle altre categorie. «Sono i dati a parlare chiaro – prosegue Merlano -: in associazione pervengono bollette esorbitanti, non- solo per quanto riguarda i costi, ma soprattutto per il servizio di raccolta erogato nel centro storico che è decisamente scarso. Le pasticcerie, i bar, le pizzerie e i ristoranti, nel 2006 pagavano una tassa rifiuti pari a 7, 40 euro al metro quadrato che nel 2007 è salita a 8, 84 euro Ciò significa che un esercizio di 100 metri versa 884 euro all’anno. Siamo sempre a Novi Ligure, città di 29 mila abitanti. Pertanto con la liberalizzazione delle licenze e la crescita esponenziale degli esercizi di ristorazione, il giro di affari è sempre più limitato, ma la tariffa dei rifiuti continua a crescere, addirittura siamo al triplo rispetto alla media. Ci chiediamo perché gli artigiani paghino 1, 78 euro al metro quadro, le abitazioni private 1, 80 e i negozi non alimentari 5, 86 euro. La qualità della vita di una città si vede da come viene gestita la raccolta rifiuti e sarebbe sì, opportuno educare alla raccoltala anche fornire un servizio adeguato. Nel centro storico durante i weekend i cassonetti debordano di rifiuti e quindi non è servito fornire l’utente di serratura e chiave per il cassonetto. Sarebbe più sensato aggiungerne un altro». L’Ascom chiederà al sindaco un incontro per una riflessione profonda sui costi ed anche sul servizio. Saranno presentate diverse proposte di collaborazione, per un servizio sperimentale aggiuntivo di manutenzione e pulizia, come effettuato le scorse settimane con operazioni di pulizia aggiuntiva nel centro storico, oltre a una verifica delle tariffe. «Le tariffe del servizio di raccolta dei rifiuti urbani – sostiene il presidente dell’Ascom Massimo Merlano – hanno sempre visto, come scelta politica, una differenza penalizzante per le attività del commercio. Con l’aumento generalizzato del 20% del 2006, questa forbice è diventata ancora più ampia e gravosa per diventare esponenziale con l’altro aumento del 19% applicato quest’anno. Questa situazione è diventata insostenibile in un momento di seria difficoltà del settore, ma soprattutto va considerato il fatto che si tratta di un servizio parimenti utilizzabile da tutte le componenti sociali ed economiche della città».